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Da oggi, domenica 19 luglio 2026, sarà vietato distruggere i capi d'abbigliamento invenduti

Da oggi, domenica 19 luglio 2026, sarà vietato distruggere i capi d'abbigliamento invenduti

Photo Credits: ANSA/Alessandra Baldini

Redazione WebRedazione Web
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Lo prevede il regolamento Ue che impone il riuso, il riciclo o la donazione

Da oggi, domenica 19 luglio, le grandi imprese del settore tessile non potranno più distruggere capi di abbigliamento, scarpe o accessori che restano invenduti o vengono restituiti dai consumatori. Dovranno favorire il riutilizzo, il riciclo e la loro donazione  per dare a questi capi una seconda vita. La novità, ricorda Assoutenti, interesserà soprattutto le grandi aziende, mentre dal 2030 sarà esteso anche le medie imprese.


Le novità introdotte dalla Commissione europea

Ad introdurre queste novità è stata la Commissione Europea, attraverso il Regolamento Ue 2024/1781. La prima è l'obbligo per le imprese di rendere pubbliche le informazioni sui volumi di beni di consumo invenduti smaltiti come rifiuti. La seconda riguarda il divieto della distruzione dei prodotti di consumo invenduti. Tra questi prodotti figurano indumenti e accessori di abbigliamento, calzature, cappelli, copricapo e altre acconciature. Non potranno essere distrutti i prodotti che risultino pericolosi, non conformi, che violino le norme sulla proprietà intellettuale, inadatti al riutilizzo, prodotti danneggiati, deteriorati o difettosi.


Il dettaglio del regolamento

Il regolamento stabilisce che "l'operatore economico che si disfi di prodotti di consumo invenduti direttamente o che incarichi un terzo di disfarsi dei prodotti invenduti per suo conto deve divulgare: il numero e il peso dei prodotti di consumo invenduti di cui si è disfatto all'anno, suddivisi per tipo o categoria di prodotti, i motivi per cui si è disfatto dei prodotti e, se del caso, la deroga pertinente; la percentuale dei prodotti di cui si è disfatto, direttamente o tramite terzi, consegnati perché siano sottoposti a ciascuna delle seguenti attività: la preparazione per il riutilizzo, compresi ricondizionamento e rifabbricazione, riciclaggio, recupero di altro tipo, incluso il recupero di energia, e operazioni di smaltimento; le misure adottate e le misure pianificate per prevenire la distruzione dei prodotti di consumo invenduti".


I dati

"In Europa fino al 9% di tutti i prodotti tessili immessi sul mercato vengono distrutti prima dell'uso, per un totale annuo fino a 594.000 tonnellate di tessuti, generando emissioni di Co2 pari a 5,6 milioni di tonnellate" sostiene il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso . "Il tasso medio di reso per gli abiti acquistati online è stimato al 20%, ossia un capo su cinque venduto online viene restituito". "Grazie alle nuove regole", conclude, "le imprese della moda non potranno più sprecare prodotti che possono avere una seconda vita, e dovranno essere immessi nuovamente  sul mercato o donarli, con benefici per i consumatori, i quali potranno acquistare capi di abbigliamento o scarpe a prezzi scontati, e per l'ambiente".