Debora Serracchiani a RTL 102.5: “il costo dell’energia elettrica è calcolato sia quando è prodotta dal gas, sia dalle energie rinnovabili. Va disaccoppiato per abbassare il costo della bolletta"

28 agosto 2022, ore 09:52

Il capogruppo Pd alla camera, Debora Serracchiani, è stato ospite questa mattina durante Non Stop News con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli

IL CARO ENERGIA

Stiamo parlando di un’emergenza non solo nazionale ma che riguarda l’Europa, una speculazione che è partita ben prima della guerra in Ucraina e che poi si è acuita. Abbiamo fatto delle proposte, la prima sulla quale il governo ha fatto la sua parte è quella di fissare un tetto al prezzo del gas a livello europeo, siamo consapevoli che la strada sia complicata e lunga, perciò abbiamo proposto da subito un regime amministrato dei prezzi. Oggi il costo dell’energia elettrica viene calcolato sia quando è prodotta dal gas sia dalle energie rinnovabili. Abbiamo detto che va disaccoppiato questo costo. Un conto è calcolare la bolletta sull’energia elettrica sulla base del gas e un conto sulle energie rinnovabili. Già questo abbasserebbe il costo della bolletta e aiuterebbe le famiglie. Abbiamo detto che dovrebbe esserci un contratto definito di luce sociale per le microimprese e per le famiglie con redditi medio bassi che preveda che utilizzando le energie rinnovabili ci sia un abbattimento del costo alla bolletta fino alla metà. Per le imprese c’è già nel decreto aiuti un credito di imposta che chiediamo da subito di raddoppiare sia per le imprese energivore che per quelle meno soggette al costo dell’energia e ovviamente un piano nazionale di risparmio energetico quanto mai opportuno. Siamo in grado di farlo da subito, anche con questo governo in carica”.
Il centrodestra e le rinnovabili. “Sulle rinnovabili lo abbiamo detto da sempre, i voti che abbiamo fatto al Parlamento Europeo sono chiari e coerenti, siamo per la transizione ecologica che deve essere accompagnata. Sul nucleare non c’è da questo punto di vista nessuna coincidenza perché riteniamo che non esista il nucleare pulito, i tempi sarebbero lunghi. Vorrei che la destra ci dicesse quali sono i comuni nei quali vuole mettere le scorie nucleari nelle dieci centrali nucleari che propone di fare. Il presente e il futuro sono le energie rinnovabili. Su questo l’impegno dell’Europa è tale, i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza sono enormi, dobbiamo sfruttarli al meglio”.

ENRICO LETTA AL CENTRODESTRA

Enrico Letta ha detto che chi ha fatto cadere il governo Draghi ora non può chiedere nulla. Non sarebbe meglio trovare dei punti di incontro? “Ci abbiamo provato per tanto tempo, eravamo parte di una maggioranza di unità nazionale, ma non possiamo far finta che quelli che l’hanno affossata ora possano fare la loro parte senza pagare. Crediamo che questo si debba ribadire, dopodiché il PD è sempre stato responsabile e consapevole delle necessità del Paese, le abbiamo messe anche adesso a disposizione con proposte concrete. Faremo la nostra parte se il presidente Draghi ritiene che ci possa essere ancora di più rispetto a quello che è stato fatto. Credo che le responsabilità debbano essere chiare il giorno del voto agli italiani”.
Il PD difende l’agenda Draghi ma è alleato con partiti che ne hanno rinnegato i punti. “Con i Verdi assolutamente c’è una grande condivisione per quanto riguarda anche le strategie che abbiamo messo in campo sull’energia pulita. È vero, Sinistra Italiana non ha mai votato la fiducia al presidente Draghi ma non l’ha fatto cadere e si è impegnata su un accordo elettorale molto chiaro nel quale le condivisioni sui diritti sociali sono importantissime. Abbiamo condiviso un programma sul salario minimo, la lotta alla precarietà, abbiamo condiviso la proposta del PD che dice che per affrontare il caro prezzi e l’inflazione è necessario mettere nelle tasche dei lavoratori almeno una mensilità in più. Abbiamo spinto molto sulla riduzione del costo del lavoro e continuiamo a pensare che il tema dei salari sia fondamentali e su questo c’è una piena condivisione nella coalizione di centrosinistra. Sono i temi che riguardano gli italiani e sui quali sono molto attenti”.

IL 26 SETTEMBRE

La coalizione del centrodestra è data come vincitrice ma probabilmente non ce la farà a prendere il 51% dai sondaggi. “Abbiamo detto di sì anche al taglio dei parlamentari perché sul piatto c’era la legge elettorale e per scelta di altri gruppi politici non è stato possibile farla, siamo stati il partito che fino all’ultimo ha detto che andava rivista la legge elettorale proprio per dare maggiore stabilità al Paese. Io credo che la caduta del governo abbia impedito anche questa possibilità. Intendo la caduta del Conte due la prima volta e anche la caduta del governo Draghi, perché la legge elettorale era già nell’agenda negli ultimi mesi di legislatura”.


L’EMERGENZA SANITARIA

Ci sono delle emergenze che avete messo in cantiere nell’ipotesi di una vittoria di riuscire a dipanare meglio di chi c’è stato prima? “Per quanto riguarda la sanità noi abbiamo detto più sanità pubblica e non lo dico a caso perché i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza prevedono un grandissimo investimento sulla sanità territoriale che viene rafforzata con fondi pubblici. Nelle proposte abbiamo messo un impegno forte a cercare di coprire quei vuoti che la sanità ha da tempo e con la pandemia si sono acuiti, penso alla mancanza dei medici di famiglia nei nostri paesi, bisogna fare un grandissimo lavoro su questo. La casa della salute è molto importante perché permette che le persone abbiano un presidio sanitario senza andare in ospedale e che possano avere un’assistenza e fare delle prestazioni fin nella vicinanza alla loro abitazione. Questo per noi è un fatto importante e ci distingue dalla destra perché noi siamo per la sanità pubblica e invece dove governa la destra c’è una forte spinta per la sanità privata che non va demonizzata ma va utilizzata in modo complementare rispetto a quella pubblica. Poi c’è un’altra emergenza importante che è la scuola. Parlavo prima della transizione ecologica per dire che saranno necessarie nuove competenze e su queste bisogna lavorare fin da ora e non lamentarsi dopo di eventuali posti di lavoro persi, lavoro che va fatto adesso. Sulla scuola abbiamo fatto una proposta chiara per mettere più soldi anche nelle tasche degli insegnanti italiani che sono purtroppo tra i meno pagati in Europa e vorremmo che vengano pagati almeno come la media degli insegnanti europei e poi vogliamo che i nostri bambini possano avere la stessa possibilità di partenza e andare a scuola fin dalla scuola dell’infanzia, le famiglie sceglieranno quale scuola, la cosa importante è che sia gratuita, una cosa importante per noi perché riteniamo che in questo modo facciamo un grande investimento sulle nuove generazioni”.

IL CENTRODESTRA

Come mai accusate Giorgia Meloni di essere ambigua su Mosca? “Perché non parla, da una parte ha colleghi di coalizione come Salvini che non ha ancora disdetto l’accordo che ha fatto come Lega con il partito di Putin. Ogni volta che ci sono delle situazioni diciamo anche come quella sollevata ieri da Repubblica, parliamo di agenti segreti, un Paese sotto osservazione da parte di un altro importante Paese. Parliamo di ingerenze sotto gli occhi di tutti, di fronte a tutto questo non basta fare qualche video per dire all’Estero che sei cambiata e che non si devono preoccupare perché non è la destra di una volta, bisogna che dici agli italiani cosa ne pensi di queste cose”.
Un elettore del centrosinistra potrebbe dirsi preoccupato dal fatto che Enrico Letta abbia in coalizione degli anti-NATO. “Abbiamo spiegato che quello è un accordo elettorale e che non c’è in discussione la collocazione del PD e del centrosinistra all’interno della NATO. Questo lo ha detto anche la Meloni, però non ha mai detto cosa pensa dell’ingerenza russa, né di ciò che pensa delle posizioni di Berlusconi e Salvini”.
Il pericolo fascismo. “Il pericolo fascismo non è mai risolto in questo Paese. Basta vedere le liste di Fratelli d’Italia per capire che ci sono persone che si dicono assolutamente ancora fasciste”.


LEGALIZZARE L’AUTOPRODUZIONE DI CANNABIS

Cosa rispondete a chi dice che questo è aprire le porte a un percorso che rischia di creare problemi più seri? “Ci siamo confrontati molto alla camera perché c’è un disegno di legge che non fa altro che recepire una sentenza della corte costituzionale che ha detto che è legittima la possibilità di avere un numero molto limitato di piante. Noi diciamo legalizzazione della cannabis perché riteniamo che ci siano le condizioni perché questo avvenga senza aprire le porte di cui parlavate, ci basiamo prima di tutto su quello che abbiamo fatto nel lavoro fatto alla camera dove il nostro disegno di legge parlava di quattro piantine, di legalizzazione limitata, di controlli puntuali. Credo che vada nella direzione in qualche modo richiesta anche dal Paese”.


IL PD E LA VITTORIA

Quali sono le possibilità che il PD sia il partito più votato? “Sono molto alte, ci stiamo lavorando e crediamo ci siano tutte le condizioni affinché questo avvenga e credo che i risultati delle ultime settimane vadano nella direzione giusta. Il nostro lavoro è quotidiano e stiamo cercando di farlo da prima delle elezioni, c’è una volontà del PD di ascoltare ma di far proprie le istanze e i bisogni che vengono dal Paese”.

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Debora Serracchiani: verso le urne le proposte del PD
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