Egitto: processo a Patrick Zaki, aggiornata al 28 febbraio l’udienza di oggi a Mansura

Egitto: processo a Patrick Zaki, aggiornata al 28 febbraio  l’udienza di oggi a Mansura

Egitto: processo a Patrick Zaki, aggiornata al 28 febbraio l’udienza di oggi a Mansura


Spero che questo incubo finisca presto, ha commentato lo studente dell’Università di Bologna che rischia fino a 5 anni di carcere

L'ottava udienza del processo a carico di Patrick Zak, in programma quest’oggi, è stata aggiornata al 28 febbraio. "Oggi la Procura ha iniziato a esporre i propri argomenti e poi il mio team legale ha cominciato a esporre i propri. Ci hanno fermato mentre stavamo presentando le nostre carte e i nostri argomenti. Si sono ritirati in camera di consiglio. Questo è tutto quello che è avvenuto oggi". E’ quanto ha dichiarato lo studente egiziano a Mansura, all’uscita del Palazzo di Giustizia. Hoda Nasrallah, capo del pool legale di Zaki, ha aggiunto: "Siamo sorpresi che la seduta sia stata rinviata al 28 febbraio per presentare gli atti della difesa. Abbiamo aspettato a lungo che i giudici tornassero e avevamo pensato di poter continuare la sessione di difesa". L’avvocato ha spiegato che fra tre mesi saranno presentati gli atti della difesa in forma scritta, senza riprendere l’arringa in aula. In base al racconto fatto da Hoda Nasrallah, l’udienza odierna è stata interrotta perché, a un certo punto, un procuratore si è arrabbiato. Il motivo? Uno dei legali di Zaki aveva cominciato a parlare di presunte carenze nella conduzione delle indagini. “ E’ stato fatto tutto quello che si doveva fare'", ha ribadito il rappresentante della Procura generale. Patrick Zaki ha voluto gettare acqua sul fuoco in merito a quanto avvenuto, minimizzando la portata dell’interruzione non prevista. “E’ sempre così, tu esprimi i tuoi argomenti e la controparte si arrabbia”, ha sottolineato il giovane. Lo studente egiziano dell'università di Bologna, attivista per i diritti umani, lo ricordiamo, è stato arrestato il 7 febbraio 2020 al suo arrivo all'aeroporto del Cairo, con le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo. Scarcerato l'8 dicembre del 2021, potrà rimanere in libertà fino alla fine del processo. Zaki rischia fino a 5 anni di detenzione. Pur libero, dopo 22 mesi di custodia cautelare in carcere, il 31enne ricercatore ha un divieto di espatrio e, dunque, non può lasciare l'Egitto.


Il messaggio di Zaki scritto dopo l'udienza interrotta 

"Spero che questo incubo finisca presto e di poter tornare a studiare in Italia normalmente e avere la possibilità di lavorare sul mio recupero personale", ha scritto Patrick Zaki sui social, dopo l’udienza di oggi. "Sono grato a tutti gli amici per il loro infinito sostegno. Ad ogni sessione ricevo un enorme numero di messaggi di sostegno e amore che mi fanno sentire di non essere solo in questa difficile esperienza”, ha aggiunto lo studente egiziano nel suo messaggio.


Amnesty International contro la giustizia egiziana

"Nuovo rinvio del processo: la persecuzione giudiziaria di Patrick Zaki supererà i tre anni". Così su Twitter il portavoce di Amnesty International in Italia, Riccardo Noury. "Patrick Zaki trascorrerà il terzo Natale e il terzo Capodanno nelle mani della repressiva giustizia egiziana: il primo in carcere, gli altri due braccati in casa e senza possibilità di lasciare il paese. A proposito di festività è bene ricordare qualcosa che spesso dimentichiamo: Patrick è perseguitato per aver difeso la sua comunità religiosa, la minoranza cristiano-copta, per aver denunciato le discriminazioni che subisce”, ha sottolineato Riccardo Noury.



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