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Giacomo Bozzoli sorvegliato a vista nel carcere di Brescia chiede di vedere il figlio

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Giacomo Bozzoli sorvegliato a vista nel carcere di Brescia chiede di vedere il figlio


L’uomo catturato dopo una latitanza di 11 giorni trasferito nel penitenziario di Bollate, nel milanese

Giacomo Bozzoli trasferito dal carcere Canton Mombello, destinazione  Bollate, nel Milanese. Il 39enne è stato sorvegliato a vista nel penitenziario bresciano dove l’uomo, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio dello zio avvenuto nel 2015, è stato portato dopo la cattura ieri nella sua villa di Soiano sul Garda. Bozzoli, che secondo la procura non aveva intenzione di costituirsi, è stato trovato con 50mla euro in contanti nascosto nella camera da letto. Il fuggitivo, reduce da una latitanza di 11 giorni, ha trascorso la sua prima notte dietro le sbarre in una cella singola. Si teme che Bozzoli, apparso sconfortato, possa compiere atti autolesionistici. Oggi non è stato interrogato e ha già chiesto informazioni su come potere incontrare il figlio di 9 anni. Intanto, emergono alcuni dettagli sulla latitanza. Bozzoli avrebbe lasciato la Spagna dopo la compagna e il figlio, tornati a Brescia in 5 luglio, e dopo avere girovagato a lungo sarebbe arrivato a Soiano sul Garda dalla Francia con un auto a noleggio, pagando mille euro in contanti. Su questo racconto gravano ancora dubbi. Si indaga ancora su presunti complici che potrebbero avere  favorito la latitanza di Bozzoli. L’imprenditore continua a ripetere di essere innocente e di non avere ucciso lo zio Mario all’interno della fonderia di Marcheno.



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