Erdogan cerca la svolta ad Astana e incontra Putin. Mentre 143 paesi all'Onu hanno condannato i falsi referendum della Russia

13 ottobre 2022, ore 14:22

Giornata di incontri e decisioni per il futuro degli equilibri mondiali. Putin ed Erdogan si incontrano ad Astana e parlano di un nuovo hub turco per il gas in Europa. Per la Nato 14 Paesi firmano l'intesa per lo scudo aereo.

L’incontro tra Putin ed Erdogan

Occhi puntati su Astana, in Kazakistan, dove è ufficialmente iniziato l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per parlare della guerra in Ucraina.

Erano settimane che, nonostante l’alta tensione condita da numerose minacce nucleari, il Cremlino riapriva all’idea di un possibile dialogo dando la disponibilità a risedersi ad un nuovo tavolo di trattative e discutere una risoluzione.

Ad accogliere questo invito e a porsi come possibile grande mediatore tra la Russia e l’Occidente è ancora una volta Erdogan che sembrerebbe avere una possibile proposta di piano negoziale per arrivare alla pace. Non è la prima volta che il Presidente turco prova ad interpretare questo ruolo, certo nelle precedenti apparizioni non ha avuto particolare fortuna lasciando sempre una scia di ambiguità alle sue gesta. Ambivalenza tracciata anche in queste ore con le sue dichiarazioni: "La Russia e la Turchia daranno sicuramente fastidio ad alcuni e i Paesi sviluppati saranno meno contenti", difendendo in qualche modo i suoi legami economici con Mosca.

Le prime indiscrezioni che emergono da questo incontro riguardano il gas e la crisi energetica che secondo i due leader potrebbe essere combattuta da un potenziale hub del gas in Turchia, il più grande in Europa, che potrebbe essere la piattaforma per determinare il prezzo della fornitura energetica. Alla Turchia arriva "la piena la fornitura di gas", ha sottolineato Putin, perché si è rivelato "il partner più affidabile". Poi soddisfatto dell’incontro e dell’intesa del vertice, torna ad accusare l'Ucraina di aver cercato di far saltare in aria il gasdotto Turkish Stream.

Dall’altra parte del mondo invece si commenta il voto dell'Onu che ha ottenuto la maggioranza delle nazioni unite nel condannare il tentativo illegale della Russia di annettere con la forza il territorio ucraino:


Ministri della Difesa della Nato a Bruxelles

"L'Ucraina deve avere ciò di cui ha bisogno per prevalere come nazione indipendente e sovrana mentre noi dobbiamo avere ciò di cui abbiamo bisogno per difendere le nostre nazioni". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo intervento d'apertura della riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles.

Oggi i ministri della Difesa di 14 alleati della Nato (Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Romania, Regno Unito) e della Finlandia si sono riuniti a Bruxelles per firmare una lettera di intenti per lo sviluppo di una European Sky Shield Initiative. Guidata dalla Germania, l'iniziativa mira a creare un sistema europeo di difesa aerea e missilistica attraverso l'acquisizione comune di apparecchiature di difesa aerea e missili da parte delle nazioni europee. Ciò rafforzerà la difesa aerea e missilistica integrata della Nato. L'iniziativa consentirà a tutte le nazioni partecipanti di sviluppare congiuntamente un sistema di difesa aerea utilizzando soluzioni interoperabili pronte all'uso.

E proprio alla Nato è arrivato nuovamente l’avvertimento di Mosca, che tramite le parole del vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo Alexander Venediktov ha affermato: "L'adesione dell'Ucraina alla Nato può portare alla Terza guerra mondiale e la stessa Alleanza atlantica lo capisce. L'adesione è per noi inaccettabile. L'Occidente deve capire che le parole di Zelensky sulla necessità di attacchi preventivi contro la Russia sono un invito alla terza guerra mondiale".

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Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo

Mentre questa mattina all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo è tornato anche il presidente ucraino Volodymir Zelensky in collegamento video con l’aula. E proprio Zelensky ha parlato di diplomazia come uno "strumento possente" ma solo "quando le armi non parlano" e ha spiegato come con la Russia non può essere utilizzato ora "perché viola il diritto internazionale e uccide": l'isolamento è quindi l'unica strada per arrivare alla fine della guerra. “Noi non siamo terroristi, dobbiamo isolarli per porre fine a questa guerra, fare tornare la Russia nel proprio territorio e dimostrare ai russi che la guerra comporta dei costi per i leader che hanno eletto”.


Situazione del conflitto

Nell’ultima ora la Russia ha denunciato un nuovo attacco contro Belgorod, città al confine con l'Ucraina. Il governatore della regione Vyacheslav Gladkov ha accusato le forze armate ucraine di aver sparato un missile contro un grattacielo della città. Non si ha notizia di morti o feriti, mentre il governatore fa sapere che alcuni detriti del missile - abbattuto dalla contraerea - sono finiti in un campo sportivo di una scuola.

Numeri importanti, invece, continuano ad arrivare dalle città ucraine. Sono, infatti, 17 i morti e 37 i feriti dal bilancio delle vittime civili degli attacchi russi nelle ultime 24 ore. Nuovi bombardamenti hanno colpito nella notte le regioni di Kiev, Nikopol e Mikolaiv, dove un bambino di 11 anni è stato salvato dopo 6 lunghe ore sotto le macerie.


Tags: Erdogan , Putin , Russia, Ucraina

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