Federica Pellegrini su Novella 2000: il manifesto di una madre contro i doppi standard della società

Federica Pellegrini su Novella 2000: il manifesto di una madre contro i doppi standard della società

Federica Pellegrini su Novella 2000: il manifesto di una madre contro i doppi standard della società


Un lungo estratto dell'intervista che trovate in edicola, ecco cosa c'è da sapere

La campionessa si racconta al direttore Luca Burini dopo la nascita della secondogenita Rachele. Un dialogo intenso e senza filtri su maternità reale, salute mentale, l’urgenza delle pari opportunità e il futuro delle sue bambine.

Federica Pellegrini sceglie Novella 2000, nelle migliori edicole dal 20 giugno e già disponibile in digitale, per una delle conversazioni più intime e importanti della sua nuova vita da mamma bis. In un dialogo profondo e molto personale con il direttore Luca Burini, la leggenda del nuoto azzurro si racconta nella sua veste più autentica: quella di una donna e madre che guarda al futuro con determinazione, offrendo una lucida analisi sulla condizione femminile in Italia e scardinando la narrazione edulcorata della maternità.

L'intervista segna un momento significativo per la testata: si tratta del primo colloquio che la campionessa olimpica abbia rilasciato a Novella 2000.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE

«Ringrazio Federica Pellegrini per la fiducia e per la straordinaria lucidità delle sue parole. Le sue riflessioni sono il manifesto perfetto per il nuovo corso giornalistico di Novella 2000, sempre più orientato all'attualità, all'approfondimento e all'universo femminile».


I TEMI CARDINE DEL COLLOQUIO

La maternità reale oltre il mito. A poco più di due mesi dall'arrivo di Rachele, Federica racconta la

quotidianità condivisa con il marito Matteo Giunta, fatta di alleanza e "incastri millimetrici", rifiutando il racconto idealizzato della nascita: «Passare da uno a due figli è un salto quantico. Le ore disonno sono praticamente azzerate. Questo racconto edulcorato della maternità fa male alle donne. C’è la stanchezza devastante, la sensazione di non farcela: sentirsi inadeguate fa parte del percorso».

Un pensiero fermo viene dedicato anche alle polemiche social nate attorno alla scelta del parto cesareo e dello "sharenting": «Trovo allucinante subire un processo sul web persino sulle modalità di nascita

di un figlio. Io e Matteo abbiamo scelto la visibilità pubblica, Matilde e Rachele no. È nostro dovere proteggere la loro infanzia».

Da sempre attenta alle pari opportunità, la Pellegrini analizza con fermezza le barriere culturali che le donne affrontano nello sport e nella società: «Le donne determinate fanno ancora paura e vengono lette attraverso una lente punitiva. Se parla una donna risulta meno perdonabile: ogni volta che ho espresso un'opinione decisa sono stata definita arrogante o capricciosa. Un uomo sarebbe stato celebrato come un leader. Il giudizio, il "ma", è il modo che la società usa per cercare di rimetterci al nostro posto».

IL CAMBIAMENTO NELLO SPORT

La campionessa sottolinea il cambiamento culturale in atto nello sport: «All'epoca era un tabù, venivi etichettata come "fragile di testa". Penso sia fondamentale che chi ha una grande visibilità si mostri vulnerabile: dire a un ragazzo che anche Federica Pellegrini ha avuto paura di affogare in vasca toglie quel senso di isolamento che ti schiaccia».

Il passaggio più profondo dell'intervista è una dedica alle sue bambine, Matilde e Rachele, e un augurio di libertà in un'Italia definita ancora "patriarcale": «Sulle mie figlie avverto una responsabilità doppia: devo educarle alla libertà assoluta. Vorrei che crescessero nel segno della sorellanza, sapendo che, finché si terranno per mano, nessuna tempesta potrà davvero travolgerle».

I nuovi orizzonti professionali: da Netflix alla dirigenza sportiva. Oltre al racconto intimo, l'intervista spazia tra i nuovi progetti televisivi della campionessa – che a settembre sarà tra i protagonisti dell'atteso survival show Physical Italia – da 100 a 1 su Netflix – e il suo impegno nelle istituzioni sportive come il CIO, inteso come un modo concreto di fare "politica sul campo".

L'intervista integrale, arricchita da riflessioni inedite sul valore delle rivalità sportive (Laure Manaudou), sulla propria visione dei diritti civili e sul senso più profondo dell'amore, è pubblicata sul numero di Novella 2000 nelle migliori edicole dal 20 giugno 2026, e già disponibile in versione digitale.



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