Francesco Boccia a RTL 102.5: “Da Calenda scelta scorretta e scellerata, la stragrande maggioranza del Paese non è di destra e non ha sostenuto Meloni"

27 settembre 2022, ore 09:33

Il responsabile degli enti locali, PD, Francesco Boccia è stato ospite questa mattina in Non Stop News con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro

L’ERRORE PRINCIPALE DEL PD

Quando si perde, l’analisi va fatta e va fatta guardando il quadro generale. Noi abbiamo seguito la strada della coerenza rispetto agli impegni assunti con un governo di emergenza nazionale come quello chiesto dal Presidente Mattarella e guidato dal Presidente del Consiglio Draghi e abbiamo provato a coniugare l’emergenza rispetto alle complessità che ci poneva il futuro, dall’aggancio all’Europa passando per le disuguaglianze. Probabilmente era inevitabile che tutto questo dovesse diventare un progetto comune e così non è stato. Solo due mesi fa avevamo vinto in città importanti come Verona e Catanzaro, storicamente della destra, e se andate a guardare in quelle città siamo in amministrazione con il M5S e con il terzo polo”.

STRAPPO CALENDA-LETTA

Un accordo che sembrava già concretizzato. “Una palese scorrettezza di Calenda. Penso che le parole più chiare su questa vicenda le abbia detto Emma Bonino, che oggi non è in Parlamento a causa di una scelta scellerata che ha fatto Calenda”.
Non sarebbe stato più produttivo lasciare la porta aperta a Calenda e magari meno a Bonelli e Fratoianni in termini di coalizione? “Il PD ha provato a costruire un progetto complessivo che fosse per i democratici e progressisti. In tutti i grandi paesi occidentali i progressisti che stanno insieme hanno profili diversi, e dentro quei movimenti c’è sempre una sintesi. Calenda e Renzi hanno perseguito un progetto tutto loro che era indipendente dalle sorti del Paese, hanno preferito che vincesse la Meloni piuttosto che costruire una cosa più faticosa ma ampia, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Noi abbiamo le nostre responsabilità ma mi pare evidente che il centrodestra è maggioranza in parlamento, non lo è nel Paese e di questo devo tenerne conto. Mi auguro da italiano che Giorgia Meloni faccia bene, le faccio i miei auguri di buon lavoro per quando inizierà questo percorso. Devono tener conto che la stragrande maggioranza del Paese non solo non è di destra ma non li ha sostenuti, mi auguro che abbiano la sensibilità per capire che aggancio all’Europa e diritti sono in Italia temi collettivi”.
Perché dice che la maggior parte dei Paesi non ha sostenuto il centrodestra? “Sto parlando delle forze politiche. Un esempio banalissimo: le forze del campo largo del Lazio hanno preso il 55% però finiamo tutti all’opposizione perché la destra, pur avendo meno del 50% ha ottenuto più seggi. Vi ho citato il Lazio perché lo governiamo con il M5S e con il Terzo Polo”.

LE DIMISSIONI DI LETTA

Chi potrebbe essere il nuovo nome alla guida del PD? “Siamo una comunità, non c’è un proprietario del PD. Vedremo. Era già previsto che si votasse a marzo. Enrico Letta accompagnerà in maniera ordinata il percorso di una grande comunità politica. Ci sarà tempo per confrontarci sui programmi”.

GIORGIA MELONI

Che Giorgia Meloni abbia fatto un’impresa le è riconosciuto e penso che finirà nei libri di storia così come aveva fatto Grillo anni fa fondando il M5S, così come accadde con Bossi quando fondò la Lega. Che siamo di fronte a un’impresa mi sembra evidente, vorrei ricordare che Fratelli d’Italia è il primo partito, il secondo è il PD. Non c’è un plebiscito a destra. Hanno fatto le alleanze tra partiti che la pensano diversamente su molti temi. Abbiamo perso ma il nodo è cosa propone la destra. Salvini e Berlusconi dicono sulle questioni internazionali e sul fisco cose completamente diverse. Queste sono analisi, dico semplicemente che nelle regioni in cui il centrosinistra governa anche attraverso una coalizione ampia, tutt’ora quei partiti sommati hanno un consenso superiore al centrodestra. Abbiamo perso le elezioni, bisogna ammettere che si fa un’opposizione seria, costruttiva”.


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