Governo, Giorgia Meloni cerca di stringere i tempi, ma i paletti di Lega e Fi frenano la leader di Fdi

Governo, Giorgia Meloni cerca di stringere i tempi, ma i paletti di Lega e Fi frenano la leader di Fdi

Governo, Giorgia Meloni cerca di stringere i tempi, ma i paletti di Lega e Fi frenano la leader di Fdi


I tempi sono serrati ma l’obbiettivo è fare un esecutivo per giurare mercoledì 19 ottobre, la sera, e giovedì 20 recarsi al Consiglio europeo a Bruxelles: lo stesso presidente del Consiglio dimissionario Mario Draghi sta spingendo per questa soluzione

Un governo di tecnici o di politici? E’ questo il dilemma che sembra avvolgere il premier in pectore. "Leggo cose surreali, consiglio prudenza", dice lei Giorgia Meloni, arrivando oggi alla Camera e rivolgendosi ai giornalisti. Di certo la composizione del futuro esecutivo, come facilmente prevedibile, fa litigare il centrodestra.


Salvini

Da parte sua il segretario del Carroccio Matteo Salvini fa sapere di essere al lavoro "alla squadra migliore. Abbiamo le idee chiare su come difendere il lavoro e il futuro degli italiani". La premier in pectore però sembra insistere su esperti di area, ma Lega e FI non ci stanno. E l’azzurra Licia Ronzulli, secondo le indiscrezioni, diventa un caso. Il coordinatore forzista Antonio Tajani ribadisce che il nuovo governo di centrodestra sarà "politico, scelto dagli elettori. E se ci sarà qualche tecnico, va bene". Intanto, la Lega per domani ha convocato un nuovo consiglio federale per "costruire in tempi rapidi la squadra di governo". Umberto Bossi tuttavia non molla la presa su Salvini: "Faccio valere le ragioni del Nord, autonomia resta il nostro vessillo". Il Senatur affida a Ciocca e Grimoldi l'operatività del Comitato Nord. E FdI, per mercoledì, ha programmato l'esecutivo nazionale. Dal Terzo Polo Matteo Renzi si rivolge direttamente a Meloni: "I tempi sono serrati ma se fossi in lei farei un governo per giurare il 19 sera e il 20 andrei al Consiglio europeo a Bruxelles". E torna a parlare - sul suo blog - Beppe Grillo che difende il reddito e chiama a rapporto "le Brigate di Cittadinanza".


PD

Intanto Bologna chiama Roma, per risollevare le sorti del Pd: Bonaccini e Schlein in ticket. Dunque, da Bologna con furore: adottare la formula di governo dell'ormai quasi unica regione rossa italiana per rigenerare il Pd in crisi. La suggestione prende piede mano a mano che nel partito si allarga il dibattito sul congresso. "E' un mio auspicio personale", spiega Andrea De Maria, deputato Pd, fin dalle prime ore schierato con Bonaccini candidato Segretario. "Elly Schlein sarebbe perfetta per un ticket. Come si è già fatto in Regione Emilia-Romagna. Sarebbe un modo per contribuire davvero dalla nostra terra ad una nuova stagione di rilancio e di rinnovamento del PD e del Centrosinistra". Una premessa: con il Pd reduce dalla sconfitta e in equilibrio sempre più precario, le forzature da una parte e dall'altra rischiano di essere letali. Stefano Bonaccini attrae l'area dei riformisti, a cominciare dagli ex renziani. La sinistra vede in Elly Schlein l'anti-meloni. Ma gli uni e gli altri temono che in caso di vittoria dell'avversario, non ci siano piu' le condizioni per restare nel partito. Troppo di destra quello di Bonaccini, per la sinistra. Troppo di sinistra quello di Schlein, per i riformisti. Sono i famosi 'veti incrociati', specialita' del Pd, che di solito li risolve appunto con l'antico metodo del compromesso.


L’alleanza

Nel frattempo "L'Alleanza Verdi e Sinistra è pronta a correre compatta nelle Regioni che andranno al voto e a farsi promotrice del campo largo del centrosinistra". Lo affermano congiuntamente il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli e il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, deputati ed esponenti dell'Alleanza Verdi e Sinistra. "Sul clima e in tema di politiche sociali, - proseguono, - la destra rischia di affossare definitivamente l'Italia, fino condurla in uno stato di non ritorno. E mentre i risultati delle elezioni politiche del 25 settembre ci dicono chiaramente che solo uniti si vince, noi sentiamo sulle spalle il peso della responsabilità, è indispensabile evitare che anche le Regioni al voto prossimamente finiscano nelle mani di una destra negazionista e nemica del clima, dell'ambiente e del futuro dei nostri figli e nipoti". "Al di là dei personalismi, abbiamo bisogno di un'alleanza per l'innovazione, che metta al centro la giustizia sociale e la giustizia climatica, alternativa a tutto ciò che questa destra rappresenta: la conservazione, la difesa dello status quo, dei privilegi, senza avere a cuore il futuro delle generazioni che verranno e le sorti di un territorio che ha contribuito a distruggere. Voltata la pagina delle Politiche, - concludono Bonelli e Fratoianni, - riteniamo doveroso mettersi subito al lavoro per costruire un programma di governo regionale insieme a quelle forze politiche e a tutte le reti civiche che oggi ritengono che la giustizia climatica e quella sociale siano la priorità urgente da affrontare".


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