Hormuz, Trump: "ho dato l'ordine di distruggere i posamine". In bilico i colloqui di venerdì a Islamabad

Hormuz, Trump: "ho dato l'ordine di distruggere i posamine". In bilico i colloqui di venerdì a Islamabad

Hormuz, Trump: "ho dato l'ordine di distruggere i posamine". In bilico i colloqui di venerdì a Islamabad Photo Credit: ANSA


Mentre internamente la Difesa gestisce il siluramento del segretario della Marina perché inviso al capo del Pentagono Hegseth, lo stretto di Hormuz resta il nodo del contendere.

Silurato! Il segretario della Marina americana John Phelan non era più gradito al capo del Pentagono Pete Hegseth. Dunque, licenziato in tronco. Alla base della destituzione potrebbe esserci un’insofferenza da parte dell’ex commentatore della Fox News, oggi diventato segretario della Difesa, -o piuttosto della guerra come preferisce definirsi Hegseth-, che mal digeriva la vicinanza tra il suo capo, Trump, e il suo sottoposto Phelan.

HEGSETH E LA GUERRA

Secondo una fonte anonima, il ministro della guerra non tollerava l’attenzione che il Tycoon riservava a quella che aveva definito la Flotta d’oro statunitense. Hegseth non è nuovo ad azioni criticate dagli esperti e dai media. Ha fatto firmare ai giornalisti interni al pentagono un patto di riservatezza e ha cacciato i cameramen che, secondo lui, erano in grado di rendere giustizia alla sua immagine. In ogni caso, il licenziamento di Phelan non dovrebbe avere implicazioni significative sulla guerra in Iran, nonostante l’impegno della marina Usa nello stretto di Hormuz, dove la tensione è ancora altissima. Il presidente Trump ha confermato che il prossimo round negoziale si terrà domani a Islamabad, nonostante i molti nodi di disaccordo che permangono. Su tutti lo stretto di Hormuz, ancora conteso tra i due avversari, e la destinazione dell’uranio arricchito di Teheran

"DISTRUGGERE TUTTO"

E', comunque, il presidente degli Stati Uniti a muovere le pedine del Risiko, anche interno. La biondissima portavoce della Casa Bianca, estensione del presidente, Caroline Levitt, lo ha detto molto chiaramente. Decide il Donald Trump. Nello specifico, si riferiva alla proroga della tregua in Iran, in generale la gestione personalistica del capo della Casa Bianca oramai è nota.  "Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l'approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l'Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo". Lo ha affermato Donald Trump sul suo social Truth. Trump ha ordinato, inoltre, alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto. "Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione", ha scritto ancora il presidente su Truth. "Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato", ha messo in evidenza.

IL CAOS DELLA COMUNICAZIONE

Secondo gli analisti, è la causa del caos comunicativo che rende ancora più opaca la complessa situazione nel quadrante mediorientale, e nello stretto di Hormuz. E così rimbalzano versioni discordanti sui prossimi passi diplomatici. Il Tycoon, che ha prorogato il cessate il fuoco fino a quando deciderà lui, e ha confermato che venerdì ci sarà il secondo round di colloqui. Poi, ha incolpato gli iraniani di ritardare la presentazione di un piano a causa delle divisioni interne, mentre da Teheran arriva la smentita secondo cui i pasdaran attendono l’ammorbidimento delle richieste presentate dagli Usa e lo sblocco navale di Hormuz.



Argomenti

hormuz
iran
trump

Gli ultimi articoli di Valentina Iannicelli

  • Ribaltone al Giro Women, l’olandese Demi Vollering conquista la corsa; Elisa Longo Borghini vince l’ultima tappa

    Ribaltone al Giro Women, l’olandese Demi Vollering conquista la corsa; Elisa Longo Borghini vince l’ultima tappa

  • Giro d’Italia Women, la settima tappa va alla francese Cèlia Gery. La maglia rosa resta sulle spalle di Van der Breggen

    Giro d’Italia Women, la settima tappa va alla francese Cèlia Gery. La maglia rosa resta sulle spalle di Van der Breggen

  • Giro d’Italia Women, Demi Vollering vince la quinta tappa. Van der Breggen resta in rosa

    Giro d’Italia Women, Demi Vollering vince la quinta tappa. Van der Breggen resta in rosa

  • Giro d’Italia Women, Elisa Balsamo fa tris: sua anche la terza tappa

    Giro d’Italia Women, Elisa Balsamo fa tris: sua anche la terza tappa

  • Giro d’Italia in Friuli. Dal ricordo del dolore a Gemona alle terrazze panoramiche di Piancavallo

    Giro d’Italia in Friuli. Dal ricordo del dolore a Gemona alle terrazze panoramiche di Piancavallo

  • Ecco la nuova Maglia Rosa del Giro Women. Non solo un colore, ma un simbolo

    Ecco la nuova Maglia Rosa del Giro Women. Non solo un colore, ma un simbolo

  • Il nastro rosa della Corsa scivola dalle Dolomiti del Brenta alle colline del Prosecco. La diciottesima tappa del Giro d’Italia

    Il nastro rosa della Corsa scivola dalle Dolomiti del Brenta alle colline del Prosecco. La diciottesima tappa del Giro d’Italia

  • Giro d’Italia: dalle sponde dell’Adda al parco naturale del Brenta. Dopo la pianura, si pedala tra vigneti e meleti

    Giro d’Italia: dalle sponde dell’Adda al parco naturale del Brenta. Dopo la pianura, si pedala tra vigneti e meleti

  • La sedicesima tappa è tutta svizzera: da Bellinzona a Carì, tra castelli medievali, boschi di conifere, praterie sconfinate e pascoli

    La sedicesima tappa è tutta svizzera: da Bellinzona a Carì, tra castelli medievali, boschi di conifere, praterie sconfinate e pascoli

  • Dal rosso Valentino a Voghera, al rosa della corsa d’Italia che tinge le strade di Milano

    Dal rosso Valentino a Voghera, al rosa della corsa d’Italia che tinge le strade di Milano