Individuati i corpi dei quattro sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive, il recupero tra martedì e mercoledì
Individuati i corpi dei quattro sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive, il recupero tra martedì e mercoledì Photo Credit: ANSA/GABRIELE LE MOLI
18 maggio 2026, ore 19:00
La salma del quinto sub italiano, Gianluca Benedetti, il primo subacqueo ritrovato, sarà rimpatriata nelle prossime ore
I corpi dei quattro sub italiani che ancora mancavano all’appello sono stati individuati nel terzo segmento della grotta in cui si erano immersi, nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. La conferma è arrivata anche dalla Farnesina. Il team di specialisti ha esplorato con successo il sistema di cavità sommerse, ha anche valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte e quattro le vittime ancora disperse. Inoltre ha raccolto le informazioni critiche necessarie per pianificare le prossime fasi dell'operazione, che sono quelle di recupero delle salme. I subacquei sono morti giovedì scorso per cause ancora da chiarire mentre erano impegnati in un'immersione. All’appello mancavano Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato il giorno stesso dell'incidente e la salma sarà rimpatriata nelle prossime ore.
Il recupero
Individuate le quattro vittime nella grotta a circa 50 metri di profondità, ora scatta l’azione di recupero dei sub, che, secondo le autorità locali, sarà effettuata tra martedì e mercoledì. Gli esperti subacquei finlandesi cercheranno di portare di nuovo in superficie due corpi il primo giorno e due il secondo. A loro si uniranno anche un quarto esperto e la guardia costiera locale. L'attrezzatura specialistica sarà fornita dal Regno Unito e dall'Australia. Per scendere in profondità la squadra dispone di scooter subacquei e serbatoi di gas in grado di riciclare l'aria. Nella missione di recupero, ogni immersione, per questione di sicurezza, durerà circa 3 ore e davanti a un ostacolo si interromperà.
Le autorizzazioni
“Sulla Duke of York c'erano venti persone e tre dive master, più Benedetti, che era istruttore, il più alto in grado sullo yacht. I ricercatori, sotto il coordinamento della professoressa Monica Montefalcone, si immergevano a gruppi di quattro o cinque, ciascun gruppo con una guida. Il permesso di cui si parla in questi giorni non è per le immersioni, ma per l'attività scientifica: viene da sé dunque che ad averlo dovessero essere i ricercatori e non le guide”. Lo ha specificato Orietta Stella, legale del Tour operator che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea nella quale hanno perso la vita cinque italiani alle Maldive. "Il permesso per le varie attività sui fondali “, ha aggiunto, “era stato rilasciato dal governo maldiviano al gruppo scientifico. È un'autorizzazione amministrativa e resta il problema che questo documento non fa riferimento alla profondità e non è esplicitato se potessero fare o meno missioni esplorative. Mi sembra che il governo maldiviano l'abbia interpretato in maniera ampia: dove non si richiama un divieto, c'è la deroga". L'avvocato Antonello Riccio, che assiste i genitori di Federico Gualtieri, sostiene che adesso sarà interessante mettere le mani sugli effetti personali. "Anche il computer di Federico è là". "Ci auguriamo che le autorità delle Maldive abbiano sequestrato il sequestrabile, altrimenti chiederemo che lo faccia la procura di Roma, anche se con una rogatoria internazionale ci vuole molto più tempo" conclude l'avvocato.
La nota di UniGe
L’Università di Genova, in una nota ribadisce che: "Quella attività subacquea non rientrava in missione ricerca" perché "La professoressa Monica Montefalcone, associata di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita - DISTAV, e la dottoressa Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso lo stesso Dipartimento, si trovavano alle Maldive nell'ambito di una missione di ricerca scientifica, finalizzata ad attività di monitoraggio dell'ambiente marino, con particolare riferimento agli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità tropicale. Non facevano parte della missione scientifica Giorgia Sommacal, studentessa dell'Università di Genova, e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale UniGe in Biologia ed Ecologia marina. L'attività di immersione subacquea, nel corso della quale si è verificato l'incidente, non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale". Così in una nota l'Università di Genova. "Per quanto riguarda le autorizzazioni alle immersioni, espressamente vietate dall'Ateneo” si legge ancora nella nota, “si precisa che le richieste presentate alle autorità maldiviane sono state evidentemente formulate al di fuori del perimetro della missione autorizzata dall'Ateneo". UniGe ha espresso cordoglio per le vittime.



