I migliori libri da leggere della settimana, tra “Il segreto della cameriera”, “Una questione fin troppo familiare”, “Camere oscure” e “Nulla da invidiare”
26 luglio 2026 alle ore 10:00, agg. alle 22:03
Un nuovo round di potenziali letture per le vacanze si affaccia quest’oggi nel nostro spazio dedicato, con la giusta dose di mistero condita anche da analisi di situazione di vita reale
È un weekend di “fughe” per i tanti che stanno partendo proprio in questi giorni – e per i tanti che partiranno nelle prossime settimane – sfruttando il tempo a propria disposizione per godersi un po’ di ferie e del meritato relax. C’è quindi da fare i conti con lo spazio in valigia, in cui far rientrare tutto il necessario. E per molti un angolino – più o meno ampio – è destinato alle letture.
Il nostro spazio dedicato ai migliori libri da leggere del momento porta costantemente sotto i riflettori le produzioni più interessanti arrivate in libreria. Titoli come “Complicato omicidio a Tokyo”, “Il Calamity Club”, “Lucky, La ladra” e “Come sorelle”, o ancora “Dottie”, “La cura”, “Svegliati!” e “Il pozzo”, tra cui magari avete trovato il compagno di tintarella ideale per questa estate.
E, qualora non fosse così, la ricerca continua e la scelta potrebbe ricadere tra i volumi sotto la lente d’ingrandimento di questa settimana, tra i quali troviamo:
- "Il segreto della cameriera" di Nita Prose (La nave di Teseo)
- "Una questione fin troppo familiare" di Rosa Ribas (Mondadori)
- "Camere oscure" di Rebecca Hannigan (Bompiani)
- "Nulla da invidiare" di Barbara Demick (Iperborea)
IL SEGRETO DELLA CAMERIERA, IL RITORNO DI MOLLY GRAY
Il periodo estivo, per gli appassionati di letture, vuol dire anche sperimentare con qualcosa di diverso rispetto alle storie con cui ci si confronta di solito. E magari, per chi è abituato a divorare romanzi, potrebbe essere il frangente perfetto per concedere a un titolo l’onere e l’onore di mantenerlo o mantenerla costantemente con il fiato sospeso. Senza esagerare però.
Una descrizione, quella del primo titolo che troviamo nella selezione di questa settimana dei migliori libri da leggere del momento, che calza a pennello a "Il segreto della cameriera", il nuovo libro di Nita Prose che arriva sugli scaffali (così come quelli che l’hanno preceduto) nell’edizione curata da La nave di Teseo. Eh sì, perché per l’autrice canadese si tratta di un ritorno sulla scena editoriale italiana, dopo l’ottimo riscontro dei suoi precedenti titoli – “La cameriera” (2022), “L’ospite del mistero” (2023) e “Il portafortuna” (2024) – che spingono a guardare con curiosità a questa sua nuova fatica letteraria.
Siamo di fronte a una serie che vede protagonista la cameriera Molly Gray, le cui vicissitudini personali – su cui non faremo spoiler, ma che è possibile recuperare nell’ultimo dei libri citati poco fa, condito da “rinfrescanti” atmosfere natalizie a fare da sfondo – si intrecciano con misteri da risolvere. Un’insospettabile investigatrice, quella che troviamo tra le pagine, che ancora una volta si trova nelle condizioni di far fronte a una nuova emergenza che coinvolge il Regency Grand Hotel, il posto dove lavora.
La struttura è infatti stata scelta come location per “Tesori nascosti”, un reality a base d’arte che la stessa Molly segue e a cui è pronta a unirsi in qualità di partecipante. Senza scendere troppo nei dettagli – che sono l’essenza di un buon giallo – basti sapere che tutto si complica quando un oggetto di grande valore sparisce. E toccherà ancora una volta a Molly vestire i panni di detective per venire a capo del caso, in un’indagine che la porterà a scavare e a scovare anche segreti dal passato della propria famiglia.
UNA QUESTIONE FIN TROPPO FAMILIARE, ATTENZIONE AI SEGRETI DI FAMIGLIA
Catturare l’attenzione di lettori e lettrici non è mai compito semplice. Bastano pochi elementi fuori posto perché la sinfonia venga meno, alimentando la frustrazione di chi sta da quest’altra parte delle pagine. Ecco perché la nostra rubrica dedicata ai migliori libri da leggere del momento prova a far luce sui contenuti racchiusi all’interno di una storia, per dare a tutti gli elementi per valutare anzitempo la validità del pacchetto completo.
Una bella prova arriva da Rosa Ribas che troviamo in libreria con il suo “Una questione fin troppo familiare”, pubblicato da Mondadori. Un libro che potremmo definire “esotico” per il pubblico italiano, considerando come ci proietti verso la Spagna, più precisamente verso la Catalogna e il suo cuore pulsante, Barcellona.
È qui che troviamo la famiglia Hernandez, il nucleo intorno cui gravitano tutte le vicende che animano la storia. Non una famiglia qualunque, e questo era più che lecito aspettarselo già soltanto considerando come gli eventi prendano il là proprio da loro. A caratterizzarli è però la professione che portano avanti da tempo, quella delle investigazioni. L’agenzia è infatti anche l’impresa di famiglia, che sorge nel distretto popolare di Sant Andreu. Paradossale come il salto della barricata possa talvolta essere tanto repentino quanto quello che li vede protagonisti.
Da investigatori diventano degni di sospetto quando Nora, la maggiore delle figlie, scompare senza lasciare traccia. Qualcosa di evidentemente frustrante per chi, mastino e segugio per natura, non riesce a fiutarne la scia. Una prima crepa che sarà solo l’inizio di un noir dal ritmo ben calibrato e che, un tassello dopo l’altro, finirà per scardinare l’unico diktat imposto dal “patriarca” Mateo Hernandez: “Non si indaga sulla propria famiglia”. Probabilmente una riflessione che è frutto di accurate valutazioni (e previsioni) del rapporto costi/benefici.
CAMERE OSCURE, MISTERI IRRISOLTI TRA PASSATO E PRESENTE
Una nuova dose di mistero pronta ad alimentare gli appetiti degli amanti del genere arriva anche con il terzo libro che trova posto nella selezione di questa settimana dei migliori libri da leggere del momento. In assenza di temperature consone – che magari saranno anche un pelino calate in questi giorni, ma sempre roventi restano – si cercano i brividi tra le pagine di un buon thriller.
Un genere a cui appartiene anche “Camere oscure”, il libro di Rebecca Hannigan che arriva sugli scaffali italiani grazie a Bompiani. Il mistero, ancora una volta, viaggia nel tempo, considerando che il tuffo nel passato per i lettori e le lettrici supererà il quarto di secolo. Si torna allo scorso millennio, o sarebbe meglio dire ai suoi titoli di coda, considerando che la storia ci riporta all’estate del 1999. È in quell’anno che in Irlanda due ragazzine si addentrano nel bosco dietro casa, ma solo una fa però il viaggio di ritorno. Cosa è successo?
Un mistero irrisolto che tale rimane praticamente a tempo indeterminato, con il salto temporale veloce che porta il calendario ad avanzare di vent’anni. Eppure c’è chi non si rassegna e cerca ancora di scoprire la verità. È il caso di Caitlin, l’ultima a vedere la Roisin (la bambina scomparsa), e di Deedee, sorella di quest’ultima nonchè acerba poliziotta, che si ritrovano a distanza di tempo. Un incontro che di fatto finisce per essere la miccia che riaccende un fuoco sopito ma mai spento.
La verità dietro la scomparsa di Roisin potrebbe essere sempre stata lì, a portata di mano, pronta per essere fiutata e scovata. Un racconto che parte compassato e con un ritmo cadenzato, con l’occhio dell’autrice che si posa sugli aspetti introspettivi, per poi cambiare ritmo grazie al sapiente uso di colpi di scena. Una tensione narrativa in crescendo che tiene incollati alle pagine, anche grazie alla gestione ottimale della rappresentazione letteraria dell’ambientazione, che inevitabilmente ha un peso rilevante nell’economia di una storia di questo tipo.
NULLA DA INVIDIARE, UNO SCONVOLGENTE VIAGGIO NELLA COREA DEL NORD
Chiudiamo la nostra rassegna settimanale con i migliori libri da leggere del momento spostando il focus su argomenti diversi da quelli trattati precedentemente. Si accantonano i brividi di titoli come gialli, noir e thriller, per accoglierne invece di altri che possono apparire inizialmente simili, per quanto l’innesco sia molto diverso. Si parla di storie reali, che finiscono per coinvolgere paesi interi – per quanto in maniera differente – e che arrivano a noi come un riverbero lontano, complici le distanze importanti che ci separano da quei luoghi.
Un’introduzione che ci porta a confrontarci con “Nulla da invidiare”, il libro di Barbara Demick pubblicato per il mercato italiano da Iperborea. Un volume che si muove agilmente tra i generi del reportage e del saggio narrativo, e che mette sotto la lente d’ingrandimento un paese controverso come la Corea del Nord. Un luogo che, in virtù degli scenari di guerra contemporanei – dall’Ucraina al Medio Oriente – che catturano in toto l’attenzione, magari ha ridotto la propria risonanza mediatica, per quanto il tutto non sia motivato da nobili modifiche alla gestione governativa interna.
Un luogo che si mostra (a distanza) come una vera e propria distopia sotto numerosi punti di vista. Dall’elettricità e internet che possono spesso risultare per essere un miraggio, alla vita comunitaria organizzata secondo rigidissimi schemi da cui non è consentito sottrarsi. Il tutto celato per bene alla vista con l’ausilio di momenti di finzione ben organizzata, quando gli occhi del mondo finiscono per essere puntati verso il paese.
Solo un occhio critico ben allenato – e soprattutto che abbia avuto modo di accedere al paese, scrutando così oltre la cortina perbenista creata per le occasioni di cui sopra – può svelare “l’inganno”. O meglio, gettare luce sulle vicende di chi vive questa realtà giorno per giorno. Un lavoro, quello dell’autrice statunitense, che passa attraverso le interviste ai sopravvissuti. Storie dal forte impatto e che si fanno carico dell’onere di raccontare al mondo occidentale quanto accade all’interno di confini che risultano essere praticamente invalicabili. Fisicamente e in quanto a notizie che possono viaggiare verso l’esterno.