Iran, quinto giorno di buio internet. 3000 le vittime stimate. Gli Usa minacciano sanzioni secondarie

Iran, quinto giorno di buio internet. 3000 le vittime stimate. Gli Usa minacciano sanzioni secondarie

Iran, quinto giorno di buio internet. 3000 le vittime stimate. Gli Usa minacciano sanzioni secondarie Photo Credit: ANSA


Continuano le proteste in tutto il Paese. 648 le vittime ufficiali, ma le stime sono molto più alte. L'ambasciata americana a Teheran rilascia l'invito urgente a abbandonare il paese via terra per il concreto rischio escalation

L’Iran è ancora spento. È il quinto giorno che internet non funziona, dopo lo scoppio delle manifestazioni contro il regime teocratico due settimane fa. Unico contatto con l’esterno, la chiamate internazionali, che sono, solo da poco, di nuovo possibili. I numeri ufficiali dei morti per la repressione contro le proteste si aggirano intorno ai 600, ma la stima è molto più alta, si parla di 3000 vittime. Oggi è previsto un briefing alla Casa Bianca, dedicato ad eventuali operazioni a sostegno dei manifestanti. Già il fatto di averlo annunciato con largo anticipo rappresenta un messaggio per gli ayatollah. Il presidente Trump ha annunciato sanzioni del 25% ai paesi che fanno affari con Teheran. Intanto, l’ambasciata Usa in Iran ha rilasciato l’invito a tutti i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente il paese via terra, attraverso Armenia e Turchia, con istruzioni operative molto precise su documenti, passaporti e contatti delle ambasciate negli Stati confinanti. Il rischio escalation è concreto.

LE VITTIME

Sono uomini donne e giovanissimi che scendono per le strade di tutte le città della Repubblica islamica per protestare contro il governo dell’Ayatollah Ali Kamenei. Le ragioni della protesta si allargano: non più solo contro la repressione per i dettami teologici del regime, che diede luogo al movimento Donna Vita Libertà nel 2022, ma ora anche le ragioni economiche hanno convinto milioni di persone a manifestare. Una crisi sempre più pesante dovuta alle sanzioni, ai bombardamenti subiti da americani e israeliani nella guerra dei dodici giorni, e all’indirizzamento delle poche risorse finanziarie nell’industria degli armamenti. Secondo fonti locali, solo ieri, nell’ospedale Farabi di Teheran i medici hanno eseguito 600 asportazioni di bulbi oculari, e a Shiraz altre 300».

LE INIZIATIVE USA

Da giorni si accavallano teorie su future iniziative Usa: incursioni cyber, sanzioni, attività coperte, interventi per favorire le comunicazioni degli oppositori attraverso Starlink (ma il regime ha già trovato le contromisure). Tra le doti di Trump, c’è quella di tenere aperte tutte le opzioni, e gli attacchi aerei sarebbero una delle opzioni a disposizione», dice la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. E aggiunge che la diplomazia è sempre preferibile e che le dichiarazioni pubbliche degli ayatollah sono molto diverse dai messaggi che l’amministrazione riceve in privato. Non è chiaro quale sia l’atteggiamento dei Paesi arabi che ospitano velivoli e soldati: l’opinione prevalente è che temano il caos in Iran.



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