Iran, scontro maggioranza-opposizioni sulla premier Meloni in aula: "Calpesta Parlamento"; "Bizzarro" Photo Credit: AnsaFoto.it/Senato
10 marzo 2026, ore 16:30
Intanto sul tavolo si materializza l'ipotesi di due risoluzioni: una relativa alla guerra in Medio Oriente, e l'altra sul Consiglio europeo di Bruxelles del 19 e 20 marzo. Domani mattina la presidente del Consiglio parlerà in Senato e il pomeriggio alla Camera
E' scontro tra maggioranza e opposizione, in capigruppo di Palazzo Madama, sulle comunicazioni di domani della premier Giorgia Meloni che verteranno sia sul Consiglio europeo (del 19 e 20 marzo) che sugli sviluppi in Medio Oriente.
I temi
Le opposizioni, che avevano chiesto di separare i due temi (domani sul M.O. e il 18 sul Consiglio Ue), parlano di "forzatura" che "calpesta il ruolo del Parlamento" e che avrebbe l'obiettivo di 'annacquare' la discussione sull'impatto economico "devastante" della guerra in Medio Oriente sull'economia italiana e dunque sulle responsabilità dell'esecutivo. Il centrodestra rimanda al mittente le accuse e parla di "polemiche strumentali e bizzarre". "La premier sta umiliando il Parlamento - ha detto uscendo dalla capigruppo il presidente dei senatori dem Francesco Boccia - ci si ritroverà a dover discutere su temi che non si sa se sono all'Odg del Consiglio che sarà ufficiale come sempre qualche giorno prima". "Scoppia una guerra e il confronto non si può comprimere. Avevamo chiesto alla premier di venire e sono venuti i ministri della Difesa e degli Esteri. Ora Meloni ha deciso di venire ma stravolgendo regole e prassi, perché è evidente che il Consiglio europeo è una cosa e la guerra in Iran un'altra". Stesso copione era andato in scena a Montecitorio cinque giorni fa.
Ciriani
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha respinto questa posizione "strumentale. C'era la volontà di lavorare almeno nel metodo con l'opposizione, se non nel merito" ma "neanche questo va bene perché bisogna inventare una polemica e chiedere qualcosa in più, l'11 ma anche il 18. Poi l'11 non basterà e ci vorrà anche il 25. Credo che questo non sia giusto. La situazione è complessa e non è facile per la premier trovare questa data". Dunque domani mattina la premier parlerà in Senato e il pomeriggio alla Camera. Sul tavolo, ora, è spuntata l'ipotesi che domani si possano avere due voti su due risoluzioni distinte (una sull'Iran e una sul Consiglio Ue). Ma la riflessione è ancora in corso. "E' possibile - ammette Ciriani - ma a decidere sarà il presidente del Senato. Sono due argomenti che si sono aggiunti uno sull'altro".
Il calendario
Le opposizioni hanno tuttavia ottenuto che resti in calendario la finestra di aula del 18 marzo, che era destinata proprio al dibattito in vista del Consiglio europeo, cosicché, avrebbe spiegato il presidente del Senato Ignazio La Russa, se dovessero esserci temi non trattati sull'ordine del giorno definitivo si potrà tornare in aula.



