Israele, c’è anche un’altra guerra in corso e si combatte: quella dell’informazione. L' "Information War"

Israele, c’è anche un’altra guerra in corso e si combatte: quella dell’informazione. L' "Information War"

Israele, c’è anche un’altra guerra in corso e si combatte: quella dell’informazione. L' "Information War"


il governo israeliano ha aperto le porte del Paese e ha accolto un piccolo gruppo di giornalisti italiani. C’eravamo anche noi. Una settimana di impegni istituzionali, interviste, testimonianze e sopralluoghi nei punti-simbolo del massacro del 7 ottobre

C’è una guerra in cui lo Stato di Israele è consapevole che sta perdendo: la guerra dell’informazione. Basti pensare alla tantissime manifestazioni in tutto il mondo e in Italia a sostegno della causa della Palestina (l'ultima ieri a Roma). Per questo il governo israeliano ha aperto le porte del Paese e ha accolto un piccolo gruppo di giornalisti italiani. C’eravamo anche noi.

La settimana

Una settimana di impegni istituzionali, interviste e sopralluoghi nei punti-simbolo del massacro del 7 ottobre. Una ventina di incontri tra Ong, partiti, analisti militari, ufficiali dell’IDF, associazioni per i diritti delle donne, testimoni dell’assalto di Hamas, fonti dell’intelligence, kibbutzim, Knesset. Ministero degli Esteri. Una visita articolata e approfondita che alla fine dipinge un quadro diverso dalla narrazione che spesso appare sui media. Per Israele il 7 ottobre è stato un nuovo Olocausto: sì, in forma moderna, ma la portata vissuta è la stessa, paragonabile allo sterminio della Seconda Guerra Mondiale. Come dimostra l’incredibile testimonianza di Mazal Tazazo, israeliana di Sderot, di origini etiopi: è sopravvissuta alla strage al Nova Festival fingendosi cadavere, in mezzo ai due suoi amici, crivellati dalle mitragliate di Hamas. Mazal lavora come volontaria per le memoria delle vittime, anche se in pratica significa rinnovare ogni giorno il suo dolore, ma deve “onorare il patto fatto con Dio, il fatto di essere viva per miracolo”.

Bismuth

E la portata del 7 ottobre viene evidenziata anche dalle parole di Boaz Bismuth, presidente della Commissione Esteri e Difesa della Knesset, deputato del Likud: “Il 7 ottobre è stato biblico: se qualcuno uccide tua moglie, violenta tua figlia, massacra i tuoi figli, qual è la risposta proporzionata? Noi non abbiamo rapito, noi non abbiamo stuprato, abbiamo difeso le nostre famiglie. E proporzionalità vuol dire impedire che ciò avvenga di nuovo. E impedire che Hamas governi ancora a Gaza”. Gìà, Gaza. Vista e fotografata soltanto da qualche chilometro di distanza. Si scorgono luci e fumo, per il resto parlano le dichiarazioni di Khaled Abu Toameh, uno dei più autorevoli giornalisti arabi israeliani: “Prima del 7 ottobre Gaza aveva ristoranti di lusso, cantieri, soldi da Qatar, Europa, Israele. Il problema è l’educazione: se a casa e in televisione ti ripetono che gli ebrei sono demoni, i 10mila dollari al mese non cambiano il risultato. Il nodo è che molti nel mondo arabo-musulmano non accettano il diritto di Israele ad esistere. Per molti palestinesi Israele è un unico grande insediamento da liberare”.

Otmozguin

Ma è sempre il 7 ottobre il filo conduttore da cui ripartire: ogni giorno Israele riparte da lì. E lo fa naturalmente pure Haim Otmozguin, imprenditore, ufficiale della riserva israeliana, comandante di Zaka, organizzazione umanitaria dedita al pronto intervento in caso di incidenti, sparatorie, attentati terroristici. Haim è stato primi soccorritori del 7 ottobre, e ha avuto un ruolo fondamentale per l’identificazione di gran parte delle vittime: “E’ un servizio sacro, e non si chiede un ringraziamento: perché il morto non può dare nulla indietro”.

Hezbollah

Nel piccolo centro di Majdal Shams le giornate del 7 ottobre in realtà sono due, accanto al 7 ottobre 2023 c’è il giorno in cui hanno perso la vita 12 bambini uccisi da uno degli oltre cinquemila missili lanciati da Hezbollah, dal Sud del Libano, verso obbiettivi civili israeliani. Le parole dei genitori della piccola Alma, uccisa a 11 anni, sono al contempo fiere e toccanti: sono lì a memoria perenne di un crimine di guerra. E l’ufficiale senior dell’esercito israeliano, che chiede l’anonimato perché Hezbollah ha messo una taglia sulla sua testa, dal confine libanese spiega che “l’Iran è una minaccia crescente ma comunque se riusciamo a rimuovere i terroristi dal Libano, si può raggiungere un accordo politico”. Al termine del viaggio l’impressione è forte: spesso in Europa e negli stessi Stati Uniti la percezione ha sostituito la realtà, e più che fedeli ai fatti si seguono le mode. E di certo chi prospetta oppure narra un Paese diviso non racconta la verità. Israele è un Paese unito. Consapevole che assieme alla battaglia sul campo e sui diversi terreni anche quella dell’informazione può essere l’ago della bilancia. La Stella di David dunque ha aperto Il fronte dell'informazione, e conta di ribaltare il risultato. Che per adesso la vede socccombere.


Argomenti

7 ottobre
Gaza
Hamas
Hezbollah
Israele
Libano
Palestina

Gli ultimi articoli di Alberto Ciapparoni

  • Iran, Crosetto e Tajani in Parlamento. Il ministro della Difesa: “L’attacco Usa fuori dal diritto internazionale”

    Iran, Crosetto e Tajani in Parlamento. Il ministro della Difesa: “L’attacco Usa fuori dal diritto internazionale”

  • Iran, domani i ministri Tajani e Crosetto di nuovo in Parlamento sugli sviluppi della guerra in Medio Oriente

    Iran, domani i ministri Tajani e Crosetto di nuovo in Parlamento sugli sviluppi della guerra in Medio Oriente

  • Medio Oriente, vertici a Palazzo Chigi con Meloni e ministri. Le opposizioni: “La premier venga in Parlamento”

    Medio Oriente, vertici a Palazzo Chigi con Meloni e ministri. Le opposizioni: “La premier venga in Parlamento”

  • Iran, in Parlamento è scontro: l’opposizione contro i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto

    Iran, in Parlamento è scontro: l’opposizione contro i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto

  • Iran, il ministro degli Esteri Tajani: “Preoccupa l’alto numero di italiani nel Golfo da rimpatriare”

    Iran, il ministro degli Esteri Tajani: “Preoccupa l’alto numero di italiani nel Golfo da rimpatriare”

  • Legge elettorale, il 'campo largo' dice no al testo della maggioranza ma si è aperta la partita della leadership

    Legge elettorale, il 'campo largo' dice no al testo della maggioranza ma si è aperta la partita della leadership

  • Legge elettorale, il centrodestra chiude un’intesa di massima. Ma il centrosinistra accusa: “Un nuovo porcellum”

    Legge elettorale, il centrodestra chiude un’intesa di massima. Ma il centrosinistra accusa: “Un nuovo porcellum”

  • Cinturrino, il poliziotto rimane in cella. E davanti al Gip si difende: “Ho perso la testa, ma non prendevo soldi”

    Cinturrino, il poliziotto rimane in cella. E davanti al Gip si difende: “Ho perso la testa, ma non prendevo soldi”

  • Rogoredo, Cinturrino chiede scusa ai colleghi ma intanto divampa la polemica politica: l’opposizione è all’attacco

    Rogoredo, Cinturrino chiede scusa ai colleghi ma intanto divampa la polemica politica: l’opposizione è all’attacco

  • Mattarella, blitz a sorpresa a Niscemi. Il Governatore della Sicilia Schifani: “Le istituzioni sono vicine”

    Mattarella, blitz a sorpresa a Niscemi. Il Governatore della Sicilia Schifani: “Le istituzioni sono vicine”