Maurizio Gasparri in diretta a RTL 102.5: “I grandi colossi saccheggiano contenuti e non pagano le tasse"

10 marzo 2021, ore 10:00

Il Senatore di Forza Italia è stato intervistato questa mattina in diretta su RTL 102.5 all’interno di Non Stop News condotto da Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco ed Enrico Galletti


“Oggi noi abbiamo dei colossi come Google, Amazon e Facebook, alcuni operano anche nel commercio, non pagano le tasse, mentre il negozio all’angolo chiude e alcune zone della città si desertificano, quindi c’è una concorrenza sleale che al mondo della finanza si è estesa a quello del commercio e all’editoria. Questi colossi saccheggiano i contenuti di una radio, di un giornale, poi qualcuno se ne appropria in rete offrendoli gratuitamente e tutto questo attira pubblicità. Io non sono contro il progresso e la tecnologia, ma non è giusto che una radio, una televisione, un giornale o il commerciante paghi le tasse mentre questi gruppi paghino forse l’1% perché sono dislocati qua e là nel mondo e sfuggono ai pagamenti”. Così il Senatore Gasparri ai microfoni dei RTL 102.5.

Tutela del diritto d’autore e delle opere letterarie


“C’è già un norma in Italia, la Web Tax, che non viene pagata, io penso che dovremmo alleggerire le tasse per chi ne paga troppe, pensionati, commercianti, professionisti e far pagare chi non paga nulla e ha grandi profitti. Murdoch è uno dei più grandi editori del pianeta e ha fatto fatica a raggiungere degli accordi, figuriamoci le singole aziende editoriali e giornalistiche, è un tema che va affrontato a livello internazionale, o europeo, per un problema di equità. La proprietà intellettuale deve essere tutelata, il diritto d’autore, la musica, le opere letterarie. Recentemente l’Europa ha varato una direttiva a tutela del diritto, il Senato ne ha approvato il recepimento e la Camera ancora tarda ed entro giugno deve essere ratificata. Il saccheggio della musica o di qualsiasi opera della creatività non può essere ammesso, va pagato un prezzo, non si può rubare il pensiero altrui”.


Il piano vaccinale proposto da Bonomi

“Mentre c’era la crisi di Governo ho incontrato Bonomi, Presidente di Confindustria, che mi informò di aver prospettato all’allora Governo Conte la possibilità di mettere a disposizione, a sue spese, le aziende per la vaccinazione dei dipendenti e dei congiunti utilizzando i medici delle imprese stesse e aveva calcolato che sarebbero state vaccinate 11 milioni di persone, il che vuol dire che un quinto delle persone che dovrebbero ricevere il vaccino in Italia potrebbero essere gestiti con costi zero per lo Stato, dal sistema delle imprese, e non accettare questa prospettiva è una follia autentica. Più si decentra l’attività di vaccinazione più si allarga il giro e prima si fa, ovviamente bisogna avere i vaccini e qui ha fatto bene Draghi che ha bloccato l’esportazione dei vaccini prodotti in Italia verso l’Australia e che ha detto alle aziende ‘datevi da fare’. È giusto pretendere collaborazione tra le varie imprese che guadagneranno comunque, ma non può essere l’unico orizzonte nel momento dell’emergenza”.
“Io penso che oggi oltre alla tecnologia, all’avvento del digitale, alle radio sul web, il vero problema è garantire un equilibrio, non ci può essere chi paga troppo, chi non vede tutelati i propri diritti, chi saccheggia i contenuti e non paga tasse: i più forti avvantaggiati e gli altri che non hanno le stesse dimensioni, penalizzati e questo riguarda contenuti, democrazia, equilibrio ed equità fiscale”.

Maurizio Gasparri in diretta a RTL 102.5: “I grandi colossi saccheggiano contenuti e non pagano le tasse"
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