Migranti, migliaia i disperati ai confini tra Bielorussia e Polonia; Lukashenko minaccia, stop al gas verso l'Ue

12 novembre 2021, ore 09:00

La crisi umanitaria e internazionale assume contorni sempre più ampi; centinaia i profughi che hanno già tentato di attraversare la frontiera e che sono stati respinti dalla polizia di frontiera polacca: Ue e Usa temono la regia di Putin nell'esodo dalla Bielorussia

La situazione al confine tra Bielorussia e Polonia  resta drammatica per le migliaia di profughi, per lo più curdi iracheni, ammassati nei boschi lungo il filo spinato, da giorni. Le condizioni disumane in questi giorni, hanno spinto, a più riprese, centinaia di persone a tentare di forzare la frontiera per entrare in Polonia e sono state respinte, ha fatto sapere il governo di Varsavia. Dopo giorni di assedio, le agenzie Onu e la Croce Rossa sono riuscite almeno a portare aiuti di prima necessità.


Crisi diplomatica

La situazione umanitaria è disastrosa e quella diplomatica è esplosiva, con uno scambio di accuse tra i diversi Stati coinvolti: i Paesi occidentali al Consiglio di Sicurezza dell' Onu hanno condannato la Bielorussia. In una dichiarazione congiunta Estonia, Francia, Irlanda, Norvegia, Usa e Regno Unito hanno parlato di "strumentalizzazione di esseri umani orchestrata" da Minsk, al fine di "destabilizzare il confine esterno dell'Unione Europea". L'obiettivo, hanno sottolineato, è anche quello di "destabilizzare i Paesi vicini" e "distrarre l'attenzione dalle proprie crescenti violazioni dei diritti umani". 

L'Ue rischia una crisi energetica?

Ma il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko ha deciso di alzare il tiro. Messo alle strette di fronte a imminenti nuove sanzioni per l'uso dei migranti "come munizioni" contro l'Unione europea al confine con la Polonia,  ha minacciato di bloccare il transito del gas russo verso l'Europa che,  al momento, è  già alle prese con il caro energia. "Forniamo calore all'Europa e loro minacciano di chiudere la frontiera. E se interrompiamo l'erogazione di gas naturale lì?", ha ipotizzato in tono di sfida, riferendosi al gasdotto Yamal-Europe che porta il combustibile in Polonia e Germania. "Non ci facciamo intimidire", è stata la replica immediata di Bruxelles attraverso il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, mentre i 27 vanno avanti nella definizione delle nuove misure contro Minsk che saranno lunedì sul tavolo dei ministri degli Esteri.  Al fianco del regime di Minsk si schiera ancora una volta Vladimir Putin, che Varsavia ritiene il vero "mandante" della crisi alla frontiera polacca. Nella seconda telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel in appena due giorni, il capo del Cremlino ha invitato l'Unione a ristabilire i contatti con la Bielorussia invece di continuare ad isolarla. Dagli Usa arriva anche l'allarme su un aumento sospetto di truppe russe al confine con l'Ucraina, temendo che Mosca possa approfittare del caos alle frontiere europee per replicare l'invasione della Crimea del 2014. 

Nuove sanzioni Ue

Bruxelles è pronta a colpire 29 enti e individui bielorussi (tra cui la compagnia aerea Belavia, accusata di portare i migranti in Bielorussia al mero scopo di "scagliarli" contro il confine dell'Ue)  con un nuovo pacchetto di sanzioni dopo quelle che hanno già colpito il regime per le elezioni, considerate fraudolente, che incoronarono di nuovo Lukashenko due anni fa. 

In Polonia manifestazioni contro gli immigrati

Situazione incandescente  a Varsavia dove migliaia di manifestanti di estrema destra - presenti anche membri di Forza Nuova- sono scesi in piazza tra imponenti misure di sicurezza. "Sparate! Sparate!", è stato uno degli slogan scanditi dal corteo e rivolto alle guardie di frontiera schierate a Sokolka, vicino al confine. A dicembre andrà in Polonia anche Matteo Salvini, invitato dal leader del Pis (Diritto e Giustizia, al governo) Jaroslaw Kaczynski, per parlare di "controllo del territorio e dei rischi legati all'immigrazione clandestina".

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Tags: bielorussia, migranti, Polonia, Ue

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