Mondiali 2026, i tifosi della Scozia invadono Boston e mandano i pub in crisi di birra

Mondiali 2026, i tifosi della Scozia invadono Boston e mandano i pub in crisi di birra

Mondiali 2026, i tifosi della Scozia invadono Boston e mandano i pub in crisi di birra Photo Credit: EPA/Robert Perry


Il "Tartan Army" è tornato ai mondiali e a farne le spese, oltre ad Haiti battuto sul campo 1 a 0, sono i pub della città americana, letteralmente invasi dagli scozzesi tra cornamuse e birra

Se qualcuno a Boston ha sentito riecheggiare per le strade le note di "Flower of Scotland", non si è trattato di un festival folk. È semplicemente il segnale che la Tartan Army è arrivata in città. E quando i tifosi scozzesi arrivano in massa, difficilmente passano inosservati.

IL RITORNO DEL "TARTAN ARMY" AI MONDIALI

Il ritorno della Scozia ai Mondiali dopo quasi tre decenni di assenza non ha portato soltanto entusiasmo sugli spalti del Gillette Stadium, dove la nazionale britannica ha iniziato il proprio cammino battendo Haiti. Ha portato soprattutto una vera e propria invasione pacifica delle strade di Boston, trasformate per qualche giorno in una piccola Edimburgo d'oltreoceano. Kilt, cornamuse, bandiere blu con la croce di Sant'Andrea e cori interminabili hanno accompagnato migliaia di sostenitori arrivati nel Massachusetts. Secondo le stime, sarebbero oltre ventimila gli scozzesi sbarcati negli Stati Uniti per seguire la propria nazionale, e la loro presenza si è fatta sentire ben oltre il mondo del calcio.

I PUB DI BOSTON HANNO FINITO LA BIRRA

A farne le spese sono state soprattutto le scorte di birra della città. Numerosi pub del centro hanno raccontato di aver esaurito in poche ore quantitativi che normalmente sarebbero bastati per diversi giorni. Alcuni gestori hanno parlato di un afflusso senza precedenti, persino superiore a quello registrato durante le celebrazioni di San Patrizio, tradizionalmente uno degli appuntamenti più redditizi dell'anno. Tra i locali presi d'assalto c'è stato l'Hennessy's Bar, storico punto di ritrovo cittadino, che ha visto le vendite schizzare a livelli record. I fusti si sono svuotati rapidamente e molti esercenti hanno dovuto organizzare consegne straordinarie per soddisfare una domanda diventata improvvisamente fuori scala. Chi invece si era preparato all'evento è stato The Haven, l'unico autentico pub scozzese di Boston. Consapevole che la nazionale avrebbe stabilito la propria base operativa in città e che migliaia di connazionali l'avrebbero seguita, il locale aveva accumulato una riserva impressionante di Tennent's, la birra simbolo di Glasgow. Una scelta che si è rivelata vincente, anche se le richieste sono state superiori a ogni previsione.

LA SCOZIA HA ANCORA UNA PARTITA DA GIOCARE A BOSTON

L'effetto Scozia non ha riguardato soltanto i pub. Anche i produttori locali hanno registrato numeri eccezionali, con la celebre Boston Lager che ha visto aumentare gli ordini ben oltre i livelli tipici dei periodi festivi. E la festa potrebbe non essere finita qui. La Scozia tornerà infatti in campo a Boston il 20 giugno contro il Marocco e la sensazione è che la Tartan Army sia pronta a regalare un altro spettacolo. Dentro lo stadio, ma soprattutto fuori. Perché se sul campo i gol valgono tre punti, nelle strade di Boston gli scozzesi stanno già vincendo il Mondiale dell'allegria.



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