Sdegno in tutto il mondo per l'attacco all'ospedale pediatrico di Mariupol, nella notte colpite strutture sanitarie nei pressi di Kiev

Sdegno in tutto il mondo per l'attacco all'ospedale pediatrico di Mariupol, nella notte colpite strutture sanitarie nei pressi di Kiev

Sdegno in tutto il mondo per l'attacco all'ospedale pediatrico di Mariupol, nella notte colpite strutture sanitarie nei pressi di Kiev


Il presidente ucraino Zelensky, a proposito dei raid su Mariupol, ha parlato di crimini di guerra e di atrocità. Oggi in Turchia si terranno colloqui di pace tra il ministro degli esteri russo Lavrov e quello ucraino Kuleba. Mosca chiede che le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk siano riconosciute come stati indipendenti e sovrani

Ha suscitato sdegno in tutto il mondo il bombardamento russo sull’ospedale pediatrico di Mariupol. Le immagini delle devastazioni provocate dal raid raccontano ancora una volta del cambio di passo di Mosca nel conflitto ucraino. I corridoi umanitari sono serviti alle forze russe per liberare almeno in parte le città dai civili e per sferrare attacchi senza precedenti. Nel caso di Mariupol, il Cremlino si difende sostenendo che in realtà nell’edificio le forze ucraine avevano nascosto postazioni militari. I video girati subito dopo il bombardamento mostrano però donne incinte insanguinate portate via in barella , le stanze dell’ospedale distrutte dalle deflagrazioni, i fasciatoi e le culle sommerse dai calcinacci. Secondo le autorità locali sotto le macerie ci sono ancora bambini. Il bilancio provvisorio delle vittime parla di 17 persone morte, ma si deve ancora a scavare. La situazione non è migliore nel resto della città. Testimoni oculari parlano di condizioni apocalittiche. Secondo il sindaco, Vadym Boichenko, i morti sono 1.207 dall’inizio dell’offensiva. Molti quelli che vengono seppelliti in fosse comuni. Chi resiste deve fare i conti con il freddo e la mancanza di acqua e cibo. Si parla di circa 400.000 persone. Ma i bombardamenti sono proseguiti in altre città anche la scorsa notte. I caccia russi hanno lanciato missili contro due ospedali a Zhytomyr, a ovest di Kiev. Lo rende noto il sindaco, spiegando che uno dei due ospedali colpiti è un ospedale pediatrico. Al momento non si hanno notizie di vittime. I raid hanno colpito anche Okhtyrka, nella regione di Sumy nel nord-est dell'Ucraina. Secondo i responsabili locali citati dalla Bbc e dal Guardian, sono morti un 13enne e due donne. Le forze russe hanno bersagliato un gasdotto ma anche zone residenziali. Colpito un edificio civile  anche a Kharkiv, dove almeno 4 persone hanno perso la vita. Tra le vittime anche due bambini.


"Crimini di guerra"

Il presidente Volodymyr Zelensky, in un video postato sui social, usa ancora una volta parole di fuoco contro le forze armate russe e chi ha dato l’ordine di colpire un ospedale pediatrico.”Bombardare un ospedale dei bambini e' la prova definitiva che e' in corso il genocidio degli ucraini – dice Zelensky – Un ospedale per bambini, un reparto maternita'. Come minacciavano la Federazione Russa? Che Paese e', che ha paura degli ospedali, dei reparti maternita' e quindi li distrugge? Erano dei piccoli nazionalisti? Le mamme incinte avrebbero sparato su Rostov? Qualcuno nel reparto maternita' ha umiliato i russofoni? O stavano de-nazificando l'ospedale?”. Poi l’appello agli europei:” Non potrete dire di non aver visto cosa e' accaduto agli ucraini, cosa e' accaduto ai residenti di Mariupol!”.

I colloqui di pace in Turchia

Ora si guarda al vertice previsto per oggi in Turchia tra il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, e quello ucraino Dmitry Kuleba, a margine del Forum sulla diplomazia ad Antalya. Si tratta del primo faccia a faccia fra i due dall'inizio del conflitto ed è il frutto della mediazione svolta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Tra le principali richieste russe il riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nel Donbass,  come Stati sovrani e indipendenti. Il governo di Kiev è pronto a trattare sulla neutralità  militare e politica dell’Ucraina, ma ha assicurato che non ci sarà la cessione di un solo centimetro di territorio. “La nostra prima condizione per avere un simile negoziato e' l'immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe”, ha dichiarato Ihor Zhovkva, vice capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky. "Possiamo concludere questa guerra solo attraverso contatti diretti tra i presidenti - ha detto lo stesso Zelensky - Io sono pronto per i colloqui, pronto per i compromessi. Ma non possono essere un tradimento del popolo. E anche l'altra parte deve essere pronta a fare compromessi. Questa e' l'unica via d'uscita”.



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