Sharm el-Sheik, pronte le delegazioni per i primi colloqui. Molti i nodi da sciogliere

Sharm el-Sheik, pronte le delegazioni per i primi colloqui. Molti i nodi da sciogliere

Sharm el-Sheik, pronte le delegazioni per i primi colloqui. Molti i nodi da sciogliere Photo Credit: ANSA


Ostaggi, disarmo e tregua. Sono molte le questioni sui tavoli per arrivare alla pace, sulla base del piano in 20 punti proposto da Trump. Difficile conciliare le posizioni di Israele e Hamas, mentre Trump punta al Nobel

Tutto pronto a Sharm el-Sheik, in Egitto, dove le delegazioni di Hamas e Israele si incontreranno con i mediatori, per discutere le condizioni del piano di pace proposto dal presidente americano, Trump. Non sarà una trattativa semplice, la vaghezza di alcuni punti diventeranno le pieghe per Hamas e Israele attraverso le quali cercare di ottenere condizioni più vantaggiose o portare la trattativa per le lunghe, mentre Trump abbaia Oltreoceano chiedendo, attraverso il suo intermediario Witkoff e il genero Kushner (il consigliere informale del presidente) che siederanno ai tavoli, di chiudere entro questa settimana. Il premier israeliano Netanyahu è stretto tra le pressioni del Tycoon e quelle dell’ala estremista del suo governo che vuole ottenere una vittoria senza condizioni contro Hamas. Mentre il movimento islamista chiede il cessate il fuoco durante le trattative. I punti più spinosi sono i tempi che dovranno scandire il ritiro delle truppe israeliane dalle aree più popolate della Striscia di Gaza e la consegna di tutti ostaggi in 72 ore. Intanto, a Gaza l’esercito israeliano non molla la sua morsa

I DELEGATI E I NEGOZIATORI

Hamas ha annunciato che la sua delegazione, guidata da Khalil al-Hayya, che dovrebbe partecipare ai negoziati per il rilascio degli ostaggi, è arrivata in Egitto. A Sharm El-Sheikh è previsto l'arrivo anche della delegazione israeliana guidata dal ministro degli Affari strategici Ron Dermer, dal capo dello Shin Bet e dal capo del Mossad. Al-Hayya, incontrerà questa mattina al Cairo i mediatori di Egitto e Qatar, prima dei colloqui indiretti con Israele: lo ha dichiarato all'Afp un alto funzionario di Hamas. Tra le altre cose, I negoziati cercheranno di "determinare la data di una tregua temporanea", nonché di creare le condizioni per una prima fase del piano di pace, in cui 47 ostaggi detenuti a Gaza saranno rilasciati in cambio di centinaia di detenuti palestinesi. Si prevede che solo una ventina degli israeliani nelle mani dei terroristi sia ancora in vita. Poiché l’accordo prevede anche la restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti in cattività, il problema per l’ala militare di Hamas -presente ancora nella Striscia- sarà il loro recupero sotto le macerie e nei tunnel dove erano detenuti.

IL NOBEL PER LA PACE

Intanto, il presidente americano freme per il buon esito delle negoziazioni. Il Tycoon vuole il Nobel per la Pace e sa che se la guerra in Medio Oriente fosse anche solo sospesa grazie alla sua mediazione, potrebbe ambire ad ottenere il premio di Oslo. "Mi è stato detto che la prima fase dei negoziati su Gaza dovrebbe essere completata questa settimana, e sto chiedendo a tutti di agire velocemente" ha scritto il presidente su Truth aggiungendo che "ci sono state discussioni molto positive con Hamas e con Paesi di tutto il mondo questo fine settimana, per liberare gli ostaggi, porre fine alla guerra a Gaza. Questi colloqui sono stati molto proficui e stanno procedendo rapidamente. I team tecnici si incontreranno in Egitto, per esaminare e chiarire i dettagli finali". I bookmaker danno l’ex immobiliarista come grande favorito per il prestigioso premio, più quotato della vedova dell’oppositore di Putin, Navalny, Yulia, Trump è dato a 2.50. Il 10 ottobre verrà annunciato il vincitore.



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