Sicurezza, la premier Meloni lancia un appello all’opposizione: “Scriviamo e votiamo insieme la risoluzione” Photo Credit: AnsaFoto.it/Fabio Frustaci
02 febbraio 2026, ore 17:31
Dal vertice tenuto oggi a Palazzo Chigi sembrano in dirittura d’arrivo la stretta sui coltelli ai minori e lo scudo penale per gli agenti. Frenata invece sul fermo di 12 ore per i manifestanti sospetti e sulla cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni
Sulla sicurezza Giorgia Meloni ha aperto anche l’altro fronte, quello con l’opposizione. Si è appellata pubblicamente alle minoranze, in vista del dibattito parlamentare sugli scontri che si aprirà domani con la relazione alla Camera di Piantedosi. Ha chiesto loro di votare assieme la condanna delle violenze. L’obiettivo politico è quello di spaccare le opposizioni, assicurandosi il sostegno di Azione e, se possibile, di Italia viva.
La stretta
Intanto stretta sui coltelli ai minori nel decreto Sicurezza (e non più nel disegno di legge). Probabile che finisca nel dielle anche lo scudo penale per gli agenti. Approfondimenti invece sul fermo di 12 ore per i manifestanti sospetti. E frenata di Forza Italia sulla cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni. Sono gli esiti del vertice di maggioranza sulla sicurezza convocato stamani da Meloni a palazzo Chigi dopo i fatti di Torino. C’erano i sottosegretari alla presidenza Mantovano e Fazzolari, i vicepremier Salvini e Tajani, i ministri dell’Interno Piantedosi, della Giustizia Nordio e della Difesa Crosetto. Dunque, non tutti i nodi sono stati sciolti. Anzi. Il governo lavorerà fino a mercoledì, in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe licenziare il pacchetto.
Quirinale
Nel frattempo al Colle aspettano ad esprimersi: vogliono leggere le carte. Dovrebbe essere però non percorribile la proposta di inserire una cauzione obbligatoria per gli organizzatori delle manifestazioni a copertura di eventuali danni, richiesta da Salvini. Di sicuro nelle ultime ore gli uffici del sottosegretario Alfredo Mantovano sono in stretto contatto con quelli del Quirinale. Soprattutto, sul fermo di prevenzione che permette alle forze dell’ordine di trattenere per accertamenti (senza alcun vaglio dell’autorità giudiziaria) «persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione».
Salvini
Trattenimento che Matteo Salvini vorrebbe addirittura portare a 48 ore. Una norma su cui i consulenti di Mattarella fanno registrare, a quanto si apprende, molti dubbi. E aspettano la versione definitiva per pronunciarsi. Questo punto è insomma oggetto di una mediazione, che alla fine potrebbe portare alla scelta di stralciare la norma, per inserirla in un disegno di legge. Da Palazzo Chigi difatti si fa sapere che la linea è quella di evitare «approcci muscolari» o «scontri tra istituzioni». Per scongiurare stop preventivi al decreto.



