Steve Bannon e il presunto saluto romano al Cpac, ecco chi è il padre del "Make America Great Again"

Steve Bannon e il presunto saluto romano al Cpac, ecco chi è il padre del "Make America Great Again"

Steve Bannon e il presunto saluto romano al Cpac, ecco chi è il padre del "Make America Great Again" Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


Durante la conferenza dei partiti sovranisti a Washington, l'ex stratega di Donald Trump ha alzato il braccio destro teso, a detta sua, per salutare il pubblico

CHI È STEVE BANNON?

Steve Bannon, oggi al centro delle polemiche per un gesto riconducibile al saluto nazista durante la Cpac, è stato il principale artefice del primo successo presidenziale di Donald Trump, tanto da essere ritratto come Darth Vader sulla copertina di "Time". Nazionalista e provocatore senza freni, una figura rara anche negli Stati Uniti. Alla vigilia delle elezioni del 2020, arrivò a suggerire la decapitazione del virologo Anthony Fauci e del direttore dell’FBI, Christopher Wray, proponendo di esporne le teste sui cancelli della Casa Bianca, come nei tempi medievali. Tuttavia, la sua ascesa è stata seguita da una caduta, quando si è rivelato la fonte principale del libro di Michael Wolff che dipinge i Trump come una dinastia simile ai Tudor. Dall’aspetto trasandato, con la barba incolta e l’abitudine di indossare due camicie sotto il giaccone cerato, il controverso stratega della destra americana ha scontato quattro mesi di carcere nel 2024 per oltraggio al Congresso, avendo ignorato l’ordine di testimoniare riguardo all’assalto al Campidoglio. È riuscito invece a evitare una seconda condanna ammettendo la propria colpevolezza in un caso di frode legato alla raccolta fondi privata per la costruzione di un muro al confine tra Stati Uniti e Messico, nell’ambito dell’iniziativa “We Build the Wall”.


DA WALL STREET A PADRE DEL SOVRANISMO AMERICANO

Nato in Virginia in una famiglia di elettori democratici, l’ex  stratega del primo mandato di Trump ha iniziato la sua carriera a Wall Street prima di mettersi in proprio. Tra i suoi clienti figuravano anche Silvio Berlusconi e il principe saudita Talal al Waleed. La svolta, però, è arrivata con "Breitbart News", testata online che ha trasformato in un punto di riferimento per l’ultradestra americana e i movimenti suprematisti bianchi. Dopo la morte del fondatore Andrew Breitbart nel 2012, Bannon ha ampliato il ruolo del sito, rendendolo un megafono per le ideologie nazionaliste, spesso intrise di antisemitismo e xenofobia. Bannon è stato anche il promotore della retorica trumpiana contro i media tradizionali, definiti “il vero partito di opposizione”. “Siamo il Fight Club”, dichiarava nel 2016, descrivendosi come fieramente anti-establishment. Sotto la sua guida, "Breitbart" ha ampliato la sua influenza in Europa, con sedi a Berlino, Londra e Parigi, sostenendo leader populisti e nazionalisti come Marine Le Pen in occasione di elezioni cruciali.


LE INCURSIONI DI BANNON IN ITALIA

Le sue incursioni in Italia sono state frequenti. Oltre ad aver aperto un ufficio di "Breitbart" in Vaticano guidato da un ex sacerdote, Bannon – cattolico praticante – ha stretto legami con gruppi ultraconservatori ostili alla linea riformista di Papa Francesco, tra cui il cardinale Raymond Burke. Non è andato invece a buon fine il suo tentativo di fondare un’accademia per formare leader sovranisti nella Certosa di Trisulti, attraverso il think tank Dignitatis Humanae Institute.


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