Bergamo: neonato lasciato nella Culla per la Vita, soccorso e portato in ospedale, sta bene
19 aprile 2026, ore 17:30
Il piccolo è stato ritrovato in buone condizioni ed è stato portato all'ospedale di Bergamo, Papa Giovanni XXIII. E' la seconda volta in tre anni che un neonato viene lasciato nella struttura da quando è in funzione
Sta bene ed è stato curato dai sanitari dell'ospedale Giovanni XXII di Bergamo. Solo poche ore fa il neonato è stato deposto nella Culla per la Vita, che si trova a Bergamo accanto alla sede della Croce Rossa Italiana, nel quartiere Loreto. "Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto". Queste le parole struggenti scritte in un messaggio che è stato messo accanto al neonato. Erano circa le 9.30 quando il sistema di sicurezza della culla – dotata di sensori e collegata a un monitoraggio attivo 24 ore su 24 – ha segnalato un’apertura. Di solito si tratta di falsi allarmi, causati da curiosi che aprono o urtano lo sportello. Questa volta no. L’operatore collegato da remoto ha verificato immediatamente le immagini: dentro c’era un bambino. Piccolo, solo, ma vivo. Da lì è scattato il protocollo: l’allerta al 112, l’attivazione della procedura condivisa con Areu e l’invio dell’équipe di soccorso. Quando i sanitari sono arrivati, il neonato era cosciente e respirava. Le sue condizioni sono state verificate in ospedale e sono giudicate buone dai medici.
Che cos'è la Culla per la Vita?
La culla è un presidio pensato per offrire un'alternativa sicura all'abbandono, tutelando l'anonimato di chi decide di non tenere il figlio. Per questa ragione il dispositivo non dispone di telecamere di sorveglianza esterne o sistemi di ripresa. La legge italiana permette infatti alle donne di partorire in anonimato in ospedale o, in alternativa, di affidare i figli a queste strutture create appositamente per prevenire situazioni di pericolo.
Tre anni fa un altro caso: una bimba fu lasciata dalla mamma con un biglietto accanto
Il caso precedente risale al 3 maggio 2023, quando venne affidata una bambina che fu poi chiamata Noemi. In quel caso, la madre aveva lasciato un messaggio scritto per descrivere la difficoltà della propria scelta. "Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai", si leggeva nella lettera. Anche in quell'occasione l'attivazione dei soccorsi era stata immediata, permettendo alla neonata di ricevere subito le cure pediatriche dell'ospedale cittadino.



