Blackout Tuesday, il mondo della musica si ferma in forma di protesta per la morte di George Floyd

02 giugno 2020, ore 20:56 , agg. alle 21:08

Sui social tanti i post a favore dell'uguaglianza e delle proteste di questi giorni partite da Minneapolis

"Stop the music": l'industria musicale, negli Usa ma non solo, si è fermata oggi in segno di protesta dopo l'uccisione dell'afroamericano George Floyd per mano della polizia di Minneapolis. Usando gli hashtag #BlackoutTuesday, #TheShowMustBePaused e #BlackLivesMatter, leggende del rock come Mick Jagger, assieme a colossi come Warner Music e Viacom hanno sospeso le attività per 24 ore in sostegno delle manifestazioni di questi giorni mentre Spotify ha inserito in alcune playlist una pausa di 8 minuti e 49 secondi, il tempo durante il quale il poliziotto di Minneapolis Derek Chauvin ha tenuto il ginocchio premuto sul collo di Floyd causandone il soffocamento.

L'iniziativa

L'iniziativa, a cui hanno aderito anche Apple Music, Amazon e YouTube, è stata promossa dagli executive del disco Jamila Thomas e Brianna Agyemang di Atlantic Records che hanno promesso ulteriori azioni dopo la fine del "Blackout Tuesday". La protesta ha raggiunto anche l'Italia con una sospensione delle trasmissioni alle 20 di 8 minuti e 49 secondi sui brand di ViacomCBS Networks Italia dedicati all'intrattenimento e ai giovani - MTV, Comedy Central, Paramount Network, Spike e VH1 - in segno di tributo per tutte le vittime di razzismo ed ineguaglianze. "ViacomCBS Networks International è vicina a colleghi, partner, al suo pubblico e a tutte le comunità colpite per aiutare la diffusione di una cultura della tolleranza, dell'inclusione e della diversità. Crediamo sia nostra responsabilità quella di utilizzare le nostre piattaforme per amplificare le voci ed i messaggi che devono essere ascoltati, e di rimanere uniti come comunità globale per poter combattere il razzismo e l'ingiustizia che hanno un forte impatto sulle comunità di colore e su tutte le minoranze nel mondo", si legge in un comunicato del gruppo.

Non si ferma solo la musica

L'iniziativa non si è fermata al mondo della musica: Martin Luther King III, il figlio maggiore del padre dei diritti civili, si è unito al movimento a cui hanno aderito attori come Idris Elba e Mahershala Ali postando sui rispettivi account social immagini a "schermo nero". Il successo del "Blackout Tuesday" ha messo d'altra parte in ansia i leader delle proteste: "In questo modo sono stati intasati importanti canali di collegamento e informazione occupando i nostri hashtag come #BlackLivesMatter: sappiamo che non c'era intenzione di far del male, ma di fatto questo danneggia il messaggio", ha detto l'attivista Kenidra Woods su Twitter: "#BlackLives Matter ci serve per aggiornare la nostra gente. Per favore smettete di usarlo quando postate gli schermi neri".

Blackout Tuesday, il mondo della musica si ferma in forma di protesta per la morte di George Floyd
Tags: black lives matter, blackout tuesday, george floyd, minneapolis

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