Buio, un thriller in bilico tra folklore locale e storie reali: Vera Buck ci racconta i retroscena del suo nuovo libro
Buio, un thriller in bilico tra folklore locale e storie reali: Vera Buck ci racconta i retroscena del suo nuovo libro Photo Credit: "Buio" di Vera Buck, Giunti
18 aprile 2026, ore 09:00
Un thriller dall’ambientazione rurale che porta nei meandri della Sardegna, in un racconto che si sviluppa in diversi momenti temporali, coinvolgendo tre personaggi e i rispettivi punti di vista
L’arrivo del sabato si traduce per noi nel ritorno del consueto appuntamento con il mondo dei libri. Un ecosistema in continuo divenire, a cui dedichiamo attenzione in numerosi spazi ad hoc all’interno del nostro spazio digitale online. Lo facciamo la domenica, con la selezione dei migliori libri da leggere in arrivo da autori esteri e autori italiani, e lo facciamo il sabato con lo spazio in cui sono gli stessi autori a raccontarci i dietro le quinte dei loro ultimi lavori.
Qualcosa che, nelle ultime occasioni, ci ha consentito di saperne di più di titoli come “Nubifragio” di Nicola Ravera Rafele (HarperCollins), oppure de “Il sangue degli architetti” di Diego Lama (Mondadori). Oggi la scena è per un’autrice internazionale che si sta facendo notare per le sue storie ricche di pathos e colpi di scena. Parliamo di Vera Buck, reduce dal successo dei suoi precedenti lavori – “Bambini lupo” e “La casa sull’albero” – che è passata trovarci per portarci a scoprire i retroscena del suo ultimi libro, “Buio”, pubblicato in Italia da Giunti.
BUIO, L’ENTROTERRA DELLA SARDEGNA VIVE TRA SEGRETI PASSATI E MISTERI PRESENTI
Ciao Vera, e benvenuta! Passo subito a te la parola per le presentazioni di rito: cosa troviamo nel tuo ultimo libro, "Buio"?
“In “Buio” troviamo Tilda, un'architetta che acquista una casa in vendita per un solo euro in un paese fantasma in Sardegna. Spera che sia un nuovo inizio. Ma ben presto si rende conto che quel villaggio non è così abbandonato come sembra. Ci sono segreti sepolti che giacciono lì, e più si addentra nella sua storia, più tutto si fa oscuro e inquietante. Allo stesso tempo, è soprattutto una storia sulla Sardegna stessa: sulla sua aspra bellezza e sulla sua storia.”
C'è stata qualche particolare ispirazione che ti ha spinto nel lavorare a questa storia?
“Sì, assolutamente. In realtà, le fonti di ispirazione principali sono state due. Innanzitutto, il romanzo è ispirato alla storia vera di una giovane donna di nome Franca Viola, vissuta in un'epoca diversa e in Sicilia, ma il cui destino mi ha profondamente commosso. La sua storia mi è rimasta impressa. La seconda fonte di ispirazione è stata la storia dei rapimenti in Italia, soprattutto in Sardegna. Ho trovato quel capitolo della storia italiana incredibilmente inquietante, perché unisce una violenza molto reale al silenzio, alla paura e a una specie di trauma collettivo che persiste a lungo dopo gli eventi stessi. Così Buio è nato da entrambi gli spunti: da un lato una storia umana personale, dall'altro questo oscuro contesto storico.
Il libro è un racconto di finzione, ma si sviluppa da una storia vera. Quanto lavoro di ricerca ti è stato necessario per strutturarlo in modo da rendere giustizia alle tematiche che porti tra le pagine?
“Tantissimo. La ricerca è sempre fondamentale per la mia scrittura, perché quando si attinge a sofferenze reali o a circostanze storiche reali, credo si abbia la responsabilità di trattare l’argomento con attenzione. Non si tratta solo di ricercare gli eventi storici: volevo anche che l'atmosfera – in questo caso degli anni '80 – fosse accurata. Quindi ho fatto ricerche sui contesti locali, e su come il trauma e la paura abbiano modellato la percezione delle persone.”
Come mai la Sardegna come set degli eventi?
“Perché la Sardegna era lo scenario perfetto per questa storia. Possiede una bellezza incredibile, ma anche qualcosa di aspro, remoto e molto potente. È anche il luogo in cui affondano le radici del fenomeno dei sequestri di persona in Italia. Ciò che mi affascinava di più erano proprio quegli inizi, non ancora "perfezionati", che apparivano molto più selvaggi e imprevedibili. Quella crudezza si addice all'isola, e si adatta anche alla storia che volevo raccontare.”
AMBIENTAZIONI RICCHE DI FASCINO E SUPERSTIZIONI CHE ALEGGIANO ONNIPRESENTI
L'Italia, soprattutto in alcuni contesti sociali e geografici, è terra di superstizione. E il tuo libro, il tema della superstizione, un po' lo tocca...
“Mi interessa molto la superstizione perché spesso emerge laddove la paura, l'incertezza e la memoria tramandata sono più forti. In “Buio”, la superstizione è strettamente legata al villaggio. In un luogo che sembra isolato dal mondo – e in effetti è proprio il tipo di luoghi di cui tendo a scrivere – le antiche credenze sopravvivono in modo del tutto naturale. Diventano parte della vita quotidiana e del modo in cui le persone interpretano la sfortuna, il pericolo e il passato. Questo era molto importante per me, perché il romanzo parla di una città fantasma che sembra abbandonata, ma che è ancora piena di storie nascoste. In un contesto del genere, la superstizione crea inquietudine, e ci rivela qualcosa sulle paure dei personaggi.”
Nei tuoi libri la storia s'intreccia in maniera solida con il territorio e la natura - in diverse parti del mondo - e anche in "Buio" ho notato che è cosí. Quanto è importante per te amalgamare le due cose, storia e ambientazione naturale?
“Per me, l'ambientazione non è mai solo uno sfondo. Diventa un personaggio del romanzo. Trascorro molto tempo all'aria aperta, in montagna o in luoghi selvaggi, e amo trasporre sulla carta l'oscurità e la durezza della natura. Questo è ciò che i lettori si aspettano da me: atmosfera e molti colpi di scena inaspettati.”
Se il tuo libro fosse una canzone, una che fosse in grado di descriverlo e sintetizzarlo, quale sarebbe?
“Oh beh, questa è una domanda interessante ma difficile, e mi piacerebbe davvero molto girare a te la stessa domanda, in modo da sentire la tua risposta. Per me è difficile perché il silenzio stesso è un tema importantissimo nel romanzo: silenzio imposto, silenzio collettivo, silenzio colpevole. “Buio” è una storia piena di cose non dette e di verità rimaste nell'ombra per molto tempo.”
Non mi era mai capitato finora di dover rispondere a mia volta, ma sto al gioco: ti direi “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel, per il titolo stesso della canzone e per la prima frase, “Hello Darkness, my old friend…”, che unisce gli ingredienti fondamentali della storia. Tornando a noi, i tuoi racconti portano lettori e lettrici in posti sempre nuovi. Hai già qualche idea per la prossima storia? Qualche progetto già in fase di allestimento?
“In realtà, il prossimo libro è già terminato e verrà pubblicato in Germania quest'estate. E sì, porterà ancora una volta i lettori in un luogo nuovo. Credo che sia proprio questo che i lettori possono aspettarsi dai miei libri: un viaggio in un'atmosfera e in un'ambientazione molto particolari. Quindi sì, c'è già qualcosa di nuovo in arrivo, e vale la pena essere curiosi. :)”



