"Cambiamento radicale" il monito di Mario Draghi a Bruxelles

"Cambiamento radicale" il monito di Mario Draghi a Bruxelles

"Cambiamento radicale" il monito di Mario Draghi a Bruxelles Photo Credit: agenzia fotogramma


Commissionato un anno fa da Ursula von der Leyen, l’ex primo Ministro italiano propone il documento sulla strategia industriale comunitaria

Il cambiamento deve essere radicale. Lo ha detto questa mattina l’ex premier parlando dell’industria in Europa, nel presentare a Bruxelles il suo Rapporto sulla competitività. Il documento, commissionato un anno fa dalla presidente Ursula von der Leyen, è un allarme non troppo velato sull’andamento delle strategie comunitarie che, se non modificate, rischiano di minare la stessa esistenza dell’Unione. “E’ una sfida esistenziale” ha detto esplicitamente l’ex presidente della BCE ed è necessario un “cambiamento radicale”. Un mutamento che non deve mettere in discussione i valori fondamentali su cui si basa la comunità europea -prosperità, equità, libertà e democrazia-, ma deve innescare un circolo virtuoso attraverso il quale l’Europa possa diventare più produttiva senza rinnegare la sua essenza. Una sfida che il continente non può perdere, altrimenti le conseguenze sarebbero gravissime: “Se l’Europa non riesce a diventare più produttiva, saremo costretti a scegliere” ha detto Draghi “non potremo diventare contemporaneamente leader nelle nuove tecnologie, faro della responsabilità climatica e attore indipendente sulla scena mondiale. Dovremo ridimensionare alcune, se non tutte le nostre ambizioni”.

GLI INTERVENTI

Bisogna intervenire su innovazione, decarbonizzazione e sicurezza. Queste le tre macroaree individuate dall’ex premier sulle quali agire tempestivamente per modificare l’attuale indirizzo industriale dell’Ue. Tre settori che devono essere centralizzati per diventare coerenti a livello sovranazionale. Draghi non ha risparmiato critiche neanche l’atteggiamento di molti Paesi dell’Unione che sono diventati dipendenti da Paesi terzi non solo a livello industriale ed energetico, ma anche come difesa.

PIANO MARSHAL

È indispensabile aumentare il Pil di almeno 5 punti percentuali, fino a raggiungere i livelli degli anni ’60 e ’70. Ha parlato di un nuovo Piano Marshal che tra il 1948 e il 1951 ha salvato il vecchio continente dal default. “Le esigenze di finanziamento richieste all’Ue per raggiungere gli obiettivi sono enormi” ha spiegato “ma gli investimenti produttivi sono deboli nonostante gli ampi risparmi privati. Per raggiungere gli obiettivi di questo rapporto è indispensabile un investimento aggiuntivo di minimo 750-800 miliardi di euro”, ovvero circa il 4,4-4,7% del pil dell’Ue nel 2023. Dunque, per massimizzare la produttività saranno necessari finanziamenti congiunti, a livello pubblico e privato. Ci sono punti di forza dell’Unione dai quali partire, come i sistemi educativi e sanitari, su cui è possibile costruire. Ma “non riusciamo a convertire questi punti di forza in industrie produttive e competitive a livello mondiale”. È indispensabile colmare il divario con Cina e con Stati Uniti, soprattutto nelle tecnologie avanzate, spiega Draghi. “L’Europa è bloccata” prosegue l’ex primo Ministro. Basta procrastinare. “il momento di agire è ora”, altrimenti sarà compromesso il nostro benessere.



Argomenti

bruxelles
commissione europea
draghi

Gli ultimi articoli di Valentina Iannicelli

  • Giro d’Italia Women, Demi Vollering vince la quinta tappa. Van der Breggen resta in rosa

    Giro d’Italia Women, Demi Vollering vince la quinta tappa. Van der Breggen resta in rosa

  • Giro d’Italia Women, Elisa Balsamo fa tris: sua anche la terza tappa

    Giro d’Italia Women, Elisa Balsamo fa tris: sua anche la terza tappa

  • Giro d’Italia in Friuli. Dal ricordo del dolore a Gemona alle terrazze panoramiche di Piancavallo

    Giro d’Italia in Friuli. Dal ricordo del dolore a Gemona alle terrazze panoramiche di Piancavallo

  • Ecco la nuova Maglia Rosa del Giro Women. Non solo un colore, ma un simbolo

    Ecco la nuova Maglia Rosa del Giro Women. Non solo un colore, ma un simbolo

  • Il nastro rosa della Corsa scivola dalle Dolomiti del Brenta alle colline del Prosecco. La diciottesima tappa del Giro d’Italia

    Il nastro rosa della Corsa scivola dalle Dolomiti del Brenta alle colline del Prosecco. La diciottesima tappa del Giro d’Italia

  • Giro d’Italia: dalle sponde dell’Adda al parco naturale del Brenta. Dopo la pianura, si pedala tra vigneti e meleti

    Giro d’Italia: dalle sponde dell’Adda al parco naturale del Brenta. Dopo la pianura, si pedala tra vigneti e meleti

  • La sedicesima tappa è tutta svizzera: da Bellinzona a Carì, tra castelli medievali, boschi di conifere, praterie sconfinate e pascoli

    La sedicesima tappa è tutta svizzera: da Bellinzona a Carì, tra castelli medievali, boschi di conifere, praterie sconfinate e pascoli

  • Dal rosso Valentino a Voghera, al rosa della corsa d’Italia che tinge le strade di Milano

    Dal rosso Valentino a Voghera, al rosa della corsa d’Italia che tinge le strade di Milano

  • La quattordicesima del Giro d’Italia è ospite della montagna. La corsa si arrampica da Aosta a Pila

    La quattordicesima del Giro d’Italia è ospite della montagna. La corsa si arrampica da Aosta a Pila

  • Campionissimi e biciclette storiche. La dodicesima tappa del Giro si chiude nel tempio del ciclismo

    Campionissimi e biciclette storiche. La dodicesima tappa del Giro si chiude nel tempio del ciclismo