Commissione UE: Raffaele Fitto ha ottenuto la vicepresidenza esecutiva

Commissione UE: Raffaele Fitto ha ottenuto la vicepresidenza esecutiva

Commissione UE: Raffaele Fitto ha ottenuto la vicepresidenza esecutiva Photo Credit: agenzia fotogramma


Ursula von der Leyen ha presentato la nuova squadra europea: sei vicepresidenti, di cui quattro donne e due uomini. Fitto vicepresidente con delega alla Coesione e alle Riforme

Già ieri non sembrava più una indiscrezione quella che vedeva l’assegnazione della vicepresidenza esecutiva -con delega pesante- a Raffaele fitto, nonostante le proteste di socialisti liberali e verdi, che hanno complicato non poco il processo decisionale di Ursula von der Leyen.


IL PRIMO VIA LIBERA

Il via libera informale dell’Eurocamera alla designazione della nuova Commissione era arrivato già nella tarda serata di ieri, ma le sorprese sono tali perché inaspettate. Quindi, dopo la sostituzione in corsa di Thierry Breton (l’alto commissario francese per il mercato interno e i servizi, indigesto alla presidente della commissione) con la nomina di Stephen Séjourné, tutto sarebbe potuto accadere. A differenza di cinque anni fa, quando la presentazione dei nuovi commissari era coperta da una spessa coltre di riserbo, oggi le designazioni sono state confermate. Durante la conferenza dei presidenti dei gruppi dell’Europarlamento, alla presenza dalla presidente Roberta Metsola, von der Leyen ha presentato la sua lista.


I VICEPRESIDENTI

Sono sei le vicepresidenze esecutive proposte da Ursula von der Leyen per la nuova Commissione. Quattro donne e due uomini:

- Henna Virkkunen (Finlandia): Commissaria alla Sicurezza e alla Sovranità tecnologica

- Teresa Ribera (Spagna): Commissaria per la Transizione ecologica e la Concorrenza

- Raffaele Fitto (Italia): vice presidente esecutivo della Commissione europea con la delega alla Coesione e alle Riforme

- Roxana Minzatu (Romania): Commissaria responsabile per i talenti e le competenze

- Stéphane Séjourné (Francia): Commissario per la Strategia Industriale

- Kaja Kallas (Estonia): Alta rappresentante per la politica estera


I COMMISSARI

- Maroš Šefčovič (Slovacchia): Commissario per il Commercio e la sicurezza economica (un nuovo portafoglio che comprende anche la politica doganale) e Commissario per le relazioni interistituzionali e la trasparenza

- Andrius Kubilius (Lituania): Commissario per la Difesa e lo Spazio

- Piotr Serafin (Polonia): Commissario per il Budget

- Magnus Brunner (Austria): Commissario agli Affari interni e alle migrazioni

- Wopke Hoekstre (Olanda): Commissario uscente per il Clima, continuerà a mantenere il portafoglio per l’Azione climatica anche nel prossimo collegio dei commissari

- Jozef Síkela (Repubblica Ceca): Commissario per le partnership internazionali

- Dubravka Suica (Croazia): Commissaria per il Mediterraneo

- Oliver Varhelyi (Ungheria): Commissario alla Salute e al benessere animale (in precedenza era Commissario all'Allargamento)

- Valdis Dombrovskis (Lettonia): Commissario per l'Economia e la produttività, commissario per l'Attuazione e la semplificazione

- Dan Jorgensen (Danimarca): Commissario all'Energia

- Apostolos Tzitzikostas (Grecia): Commissario ai Trasporti

- Christophe Hansen (Danimarca): Commissario all'Agricoltura

- Hadja Lahbib (Belgio): Commissaria a Crisis Management con delega all'Eguaglianza

- Michael McGrath (Irlanda): Commissario alla Giustizia e allo Stato diritto

- Marta Kos (Slovenia, ma deve essere ancora confermata dal governo di Lubiana): Commissaria per l'Allargamento, responsabile anche del vicinato orientale

- Maria Luís Albuquerque (Portogallo): Commissaria ai Servizi finanziari e all'Unione degli investimenti

- Costas Kadis (Cipro): Commissario alla Pesca e agli Oceani

- Jessica Roswall (Svezia): Commissaria all'Ambiente, alla Resilienza idrica e all'Economia circolare competitiva

- Ekaterina Zaharieva (Bulgaria): Commissaria alle Startup, alla Ricerca e all'Innovazione

- Glenn Micallef (Malta): Commissario alla Giustizia Intergenerazionale, alla Gioventù, alla Cultura e allo Sport


BRETON GATE

Con un post su X l’ex commissario francese Thierry Breton aveva annunciato le dimissioni con effetto immediato, pubblicando la lettera inviata alla presidente della commissione. L’accusa pesante è di aver lavorato alle sue spalle affinché il presidente Macron proponesse un altro candidato, promettendo un portafoglio più importante di quello attuale. Questa, in sostanza, l’accusa del francese, che sottolinea la mancanza di confronto su “ragioni personali” che hanno determinato la richiesta di sostituzione. Non era un segreto che tra il commissario e la presidente non corresse buon sangue. Breton in più occasioni aveva espresso il suo disappunto per la gestione accentratrice della presidente, accusandola di una “governance carente”. Il presidente francese, che aveva deciso di riconfermarlo, ha scelto di ritirare il nome del suo fedelissimo in cambio del portafoglio più influente. Per Séjourné Le deleghe saranno prosperità, competitività, mercato interno, industria e strumenti finanziari.



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