Il Femminicidio diventa reato autonomo, dal Cdm il via libera al disegno di legge per contrastare la violenza contro le donne

Il Femminicidio diventa reato autonomo, dal Cdm il via libera al disegno di legge per contrastare la violenza contro le donne

Il Femminicidio diventa reato autonomo, dal Cdm il via libera al disegno di legge per contrastare la violenza contro le donne Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Il femminicidio diventa un nuovo reato autonomo ed è punibile con l'ergastolo, ha detto la ministra alla Famiglia e alle Pari Opportunità Eugenia Roccella durante la conferenza stampa al termine del Cdm che ha varato il disegno di legge

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che segna un passo storico nella lotta contro la violenza di genere. Il cosiddetto "femminicidio" diventa una fattispecie penale autonoma e sarà punita con la pena massima, ovvero l’ergastolo. Le pene aumentano fino al 50% per i maltrattamenti. Inasprimenti anche su minacce e revenge porn. La nuova normativa arriva alla vigilia dell'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. È la risposta concreta del governo a una delle piaghe più drammatiche della nostra società. La riforma approvata dal cdm di oggi, venerdì 7 marzo 2024, non è solo una novità giuridica. Rappresenta un cambiamento culturale che mira a proteggere le donne e a combattere la violenza di genere in modo deciso. L’introduzione del femminicidio come reato autonomo e l’aumento delle pene per i crimini di violenza è un messaggio chiaro del governo: la violenza contro le donne non sarà più tollerata.


Un passo avanti

Il disegno di legge sul femminicidio approvato oggi dal consiglio dei ministri è stato fortemente sostenuto dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale ha sottolineato che la creazione di un reato autonomo di femminicidio rappresenta "un altro passo in avanti" nel contrastare un fenomeno che continua a mietere vittime. Secondo le statistiche, nel 2024 una donna è stata uccisa ogni tre giorni e nel 2025 il numero di vittime, nei primi due mesi dell’anno è di otto.


Una riforma giuridica e culturale

L’introduzione del femminicidio come reato autonomo non è solo una novità giuridica, ma anche culturale ha detto la Ministra alle Pari Opportunità, Eugenia Roccella. L’obiettivo è quello di innescare un cambiamento profondo nella società e modificare il modo in cui la violenza di genere viene percepita e trattata. Non solo gli autori di femminicidio, ma anche i responsabili di altri gravi reati, come maltrattamenti personali, stalking, violenza sessuale e revenge porn, vedranno pene più severe. Durante la conferenza stampa seguita al Cdm, la Ministra alle Riforme Istituzionali, Elisabetta Casellati, ha sottolineato che questa legge è solo il primo passo verso un testo unico che raccoglierà tutte le norme relative ai diritti delle donne, sia in ambito giudiziario che sociale. Per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il disegno di legge rappresenta una "grande svolta" e un "risultato epocale" per il nostro sistema giuridico. L’obiettivo p chiaro, ha detto ancora Nordio: lo Stato è attento alle vittime e risponde con fermezza agli aggressori.


Il disegno di legge

Il disegno di legge prevede una serie di aggravanti per i reati già esistenti, come i maltrattamenti, la violenza sessuale e lo stalking, ma anche per crimini orribili come le mutilazioni genitali femminili e il lancio di acido. Azioni che in passato hanno segnato la vita di molte donne. Aumentano anche le pene per l’omicidio preterintenzionale, l’interruzione di gravidanza non consensuale, e gli atti persecutori. Viene introdotto un sistema di maggior tutela per le donne costrette a subire abusi sessuali. Tra le novità della nuova legge, una riguarda l’ascolto delle vittime da parte dei magistrati. Non saranno più la polizia giudiziaria o gli altri corpi di sicurezza a prendere il primo contatto con la vittima, ma direttamente i Pubblici Ministeri, che dovranno garantire che la voce della persona aggredita venga ascoltata in tutte le fasi del processo


Protezione delle Vittime

La nuova normativa  sul femminicidio prevede anche misure più rigide riguardo ai benefici penitenziari per i condannati per reati legati al "codice rosso" e introduce un diritto per le vittime di essere avvisate in caso di liberazione anticipata dei loro aggressori.



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