Eredità Agnelli: ipotesi di frode fiscale per i fratelli Elkann. Bloccati 75 milioni di euro

Eredità Agnelli: ipotesi di frode fiscale per i fratelli Elkann. Bloccati 75 milioni di euro

Eredità Agnelli: ipotesi di frode fiscale per i fratelli Elkann. Bloccati 75 milioni di euro Photo Credit: agenzia fotogramma


La procura di Torino indaga su l'ipotesi per la quale donna Marella, moglie dell'avvocato Agnelli, avrebbe dichiarato di essere residente in svizzera negli ultimi 4 anni della sua vita per evadere il fisco.

Frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. Queste le accusa ai fratelli Elkann dalla Procura di Torino, in merito a una sospettata evasione sull’eredità ricevuta da donna Marella, la nonna dei tre, vedova dell’avvocato Agnelli.

LA CRONOLOGIA

Nel 2003 muore l’avvocato Agnelli. Si aprì la questione della successione. La figlia della coppia torinese, Margherita, entrò subito in collisione con gli esecutori testamentari. Solo nel 2004 l’erede diretta degli Agnelli firmò un accordo che prevedeva la rinuncia alla futura eredità della madre, Marella Caracciolo Agnelli. La figlia dei magnati, ha avuto 8 eredi. I primi tre con Alain Elkann -John, Lapo e Ginevra-, altri cinque con il conte di origine russa Serge de Pahlen, sposato in seconde nozze a Rio de Janeiro. Tra il 1983 e il 1990 la famiglia allargata viveva in Brasile. I piccoli Elkann non soffrivano le seconde nozze della mamma e i nonni Agnelli, decisero di proteggerli anche sotto un profilo finanziario rendendoli autonomi, a prescindere dalla volontà di Margherita. Per questo si arriverà all’accordo di rinuncia siglato nel 2004. Già nel 2007 la figlia dell’avvocato avviava un’offensiva giudiziarie nei confronti dei figli: vuole un rendiconto dettagliato dei beni del padre. Marella era viva e continuava nel solco della difesa dei primi tre nipoti iniziata con l’avvocato. Muorì nel 2019, e la figlia, Margherita, questa volta con quattro dei figli de Pahlen, iniziò un procedimento a Torino per annullare l’eredità dei genitori. A seguito di questa seconda iniziativa, si apre un altro scenario giudiziario: i fratelli del primo matrimonio di Margherita vengono indagati per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. L’indagine ha portato al sequestro di 75 milioni di euro ai tre Elkann e a due professionisti, un commercialista e un notaio, ritenuti complici della truffa.

GLI ELKANN – IL RETROSCENA

John, il più grande con ruoli di vertice nelle aziende di famiglia, Lapo, con vicende alterne professionali e personali, e Ginevra, la meno esposta dei tre, raccontano di un’infanzia molto complicata. I ragazzi avevano rispettivamente 4, 3 e 1 anno quando la mamma sposa il conte de Pahlen. Il patrigno, oligarca russo, era molto religioso di fede cristiana ortodossa. A questo credo si convertì anche Margherita, fino al punto di coinvolgere i figli. I ragazzi erano costretti a pregare, cantare e custodire icone religiose. Fino a costringerli a frequentare campi estivi ortodossi, nei quali ogni giorno veniva alzata la bandiera imperiale della Russia zarista. Gli Elkann si sentivano profondamente fuori posto, tanto che il primogenito ha dichiarato recentemente al quotidiano Avvenire “insieme ai miei fratelli fin da piccoli abbiamo subito violenze fisiche e psicologiche da parte di nostra madre”. Tutto ciò ha creato un rapporto esclusivo e protettivo tra nonni e nipoti della dinastia Agnelli.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

La procura di Torino, a seguito delle indagini svolte sull’eredità Agnelli, stimolate dalla denuncia di Margherita, apre a un’ipotesi di frode fiscale ai danni dei tre fratelli. Il gip Antonio Borretta mette in luce l’esistenza di un’articolata strategia per “radicare fittiziamente la residenza elvetica di donna Marella”. Ovvero, l’accusa ritiene che la residenza della signora Caracciolo abbia subito delle forzature per risultare svizzera al fine di evadere il fisco. Questa è l’accusa contestata agli Elkann, dalla quale dovranno difendersi nei prossimi giorni nei tribunali torinesi. Insieme a loro, il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs Robert von Grueningen sono indagati e ai 5 sono stati bloccati 74,8 milioni di euro ovvero l’equivalente di quanto non sarebbe stato versato al fisco tra il 2015 e il 2019, ultimi anni di madame Marella Caracciolo Agnelli. Si attendono gli sviluppi della saga della famiglia più importante d’Italia negli ultimi 50 anni di storia nostrana.




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