Fuga di cervelli: i dati allarmanti sui giovani. L'ultimo studio dimostra quello che sta accadendo
15 giugno 2026, ore 16:15 , agg. alle 17:24
Nel 2024 circa 25 mila ragazzi - tra 25 e 34 anni - sono fuggiti dall'Italia
Lasciano casa, anzi l'Italia. Salutano gli affetti più cari, genitori, nonni e amici. Voltano pagina e ricominciano da zero. Ma a distanza di chilometri da casa. Spesso soli, senza soldi in tasca e con tanti sogni nel cassetto.
I laureati scappano dall'Italia, gli ultimi dati (di cui parla il Corriere della sera) sono allarmanti: nel 2024 circa 25 mila ragazzi - tra 25 e 34 anni - sono fuggiti dall'Italia. Spesso nei Paesi vicini, dove guadagnano di più.
"Secondo Panetta, tra il 2020 e il 2024 oltre 100 mila giovani laureati hanno lasciato l'Italia per trasferirsi all'estero. Una scelta motivata dalla ricerca di migliori opportunità professionali, retribuzioni più elevate e soprattutto di un riconoscimento delle competenze che il mercato del lavoro nazionale spesso non riesce a garantire", si legge sul Corriere della sera.
LA FUGA DAL SUD (E NON SOLO)
E poi c'è un'altra grande fuga, quella dal Meridione. Sono i dati territoriali ad allarmare ancora una volta. Nel solo 2024 quasi 39 mila giovani tra i 25 e i 34 anni si sono trasferiti dal Sud al Centro-Nord, contro circa 13 mila che hanno compiuto il percorso inverso. Anche in questo caso si tratta di laureati, ragazzi molto preparati che dalla Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia o Campania cerca fortuna in aziende del centro-nord.
I motivi alla base del trasferimento sono legati alle retribuzioni: in Italia, molto spesso, un giovane laureato non arriva a percepire nemmeno 1500 euro al mese. E se poi aggiungiamo i costi per l'affitto (che in città come Roma o Milano super i mille euro) diventa davvero difficile vivere. O, meglio, sopravvivere.
I dati sulla fuga di cervelli viene confermato anche dal Barometro del primo impiego pubblicato da LinkedIn Notizie. Il 48% degli intervistati si trasferirebbe fuori per ottenere uno stipendio più alto, il 33% lo farebbe per una migliore qualità della vita e maggiori benefit, il 28% vuole carriera più stabile.



