Giulio Terzi di Sant’Agata (FDI) a RTL 102.5: “Nessuna intenzione di FDI di riscrivere il PNRR. Sanzioni? Strumento importante"

09 settembre 2022, ore 10:20

Giulio Terzi di Sant’Agata, candidato con Fratelli D’Italia e già ministro degli Esteri, è stato ospite questa mattina di RTL 102.5 in Non Stop News con Barbara Sala, Enrico Galletti, Luigi Santarelli e Massimo Lo Nigro

LE SANZIONI

Matteo Salvini ha detto che è giunto il momento di parlare dell’efficacia delle sanzioni nei confronti della Russia. “Si sta diffondendo ad ampio lancio la constatazione che le sanzioni stanno avendo un effetto molto importante, non soltanto nell’immediato, anche sull’industria militare e sulla capacità di approvvigionare quelle armi e quelle forze che hanno aggredito il 24 febbraio un Paese inerme, l’Ucraina. Le sanzioni sono uno strumento molto importante per impedire che la guerra si diffonda, che Putin continui ad avanzare con i suoi obiettivi neo-imperiali di aggressione anche contro altri Paesi europei; quindi è un meccanismo che deve essere rafforzato dalla coesione euroatlantica. Ormai le armate russe hanno difficoltà, quindi è la strada per impedire la continuazione di quest’aggressione terribile”.

IL CARO ENERGIA

Le soluzioni. “Questo è il tema fondamentale evidentemente collegato a ciò che abbiamo detto prima. Indipendentemente dai risvolti del conflitto in Ucraina c’è un’aggressione con un’altra arma, quella dell’energia, grave quanto le altre, e di cui tutti noi cittadini europei siamo vittime. Fratelli d’Italia insiste da molti mesi su cinque misure fondamentali, cioè su un tetto ai prezzi del gas e degli idrocarburi, sulla tassazione degli extraprofitti maturati dalle società petrolifere e dagli erogatori di energia elettrica, sul disaccoppiamento delle bollette tra energia elettrica prodotta a prezzi ben diversi e inferiori a quelli degli idrocarburi, sulla tassazione di certe aziende oil and gas e sulle garanzie, una delle parti del pacchetto discusso tra pochi minuti al Consiglio Energia dell’UE. Interventi che consentano di proseguire gli investimenti nel settore dei produttori di energia in modo che non ci sia un disinvestimento anziché un investimento. Questi cinque punti sono portati avanti da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia e anche dalla coalizione del centrodestra nel suo insieme. Ed è soltanto elemento di delusione che si stiano incontrando ancora oggi ostacoli nel procedere su questi cinque punti in modo deciso per alcuni Paesi come l’Olanda e la Danimarca. Ci si aspetta che escano anche dei provvedimenti sulle misure a titolo nazionale che diano ai cittadini la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia. Sappiamo con consapevolezza che dobbiamo impegnarci affinché le nostre aziende continuino a lavorare, a crescere, a produrre lavoro e benessere per l’intero Paese”.
Nel caso in cui non bastassero i fondi per interventi nazionali, altro debito si può fare? “Soltanto nella misura compatibile con quelli che sono gli orientamenti e le politiche concordate in seno all’UE. Noi non vogliamo creare delle crisi di maggiori proporzioni sulle speculazioni dell’euro, sulla finanza nazionale ed europea. Ci sono state attribuite delle intenzioni che sono assolutamente false. Non c’è nessuna intenzione di riscrivere da cima a fondo il PNRR ed andare su una rotta di collisione con gli altri Paesi e con le autorità della commissione. C’è la necessità di un negoziato. Il PNRR va rivisto in relazione alle condizioni che si sono verificate negli ultimi mesi, ma è un negoziato ed un dialogo, non c’è alcuna possibile rottura. Siamo consapevoli noi di Fratelli d’Italia che ci sono duecento miliardi che ancora devono entrare e sostenere l’economia italiana. Certamente vogliamo dedicare il PNRR alle infrastrutture, all’economia produttiva. Vogliamo fare dell’Italia sempre più un porto nel Mediterraneo. Noi siamo una forza molto responsabile e non vorrei far dei paragoni con chi ci ha governato negli ultimi quindici anni in tema di scostamenti di bilancio e di disattenzione ai veri obiettivi del nostro Paese in Europa”.

MATTEO RENZI

Matteo Renzi ieri a RTL 102.5 ha detto che la vera alternativa a Giorgia Meloni è un Mario Draghi Bis. Di fronte a lei c’è un’assenza di leader dall’altra parte? Chi contrasta davvero Giorgia Meloni? “Siamo un Paese che in vent’anni ha avuto undici diversi governi, questo è un fattore di insufficiente credibilità in tutto il mondo. Noi dobbiamo riacquisire credibilità negoziale sul terreno delle trattative, in Europa e a livello globale. Ed è sorprendente come un ex presidente del consiglio, Matteo Renzi, debba andare ad affidarsi a una persona autorevolissima che riscuote molta ammirazione. Sicuramente ha fatto delle cose che Fratelli d’Italia ha sostenuto, pur stando all’opposizione. Siccome siamo convinti di questo, siamo convinti anche che debba essere riportata la legittimità e la rappresentatività del popolo in seno alle istituzioni italiane. Abbiamo avuto troppi governi tecnici, troppe decisioni in stanze oscure del potere con meccanismi decisionali e potere puro che troppo spesso riemergono. È il voto dei cittadini che ci interessa. Qualcuno deve assumersi le responsabilità, oneri ed onori di governare questo grande Paese. Questo è lo scopo di Giorgia Meloni. Veniamo attaccati perché vogliamo una riforma costituzionale dopo settant’anni di costituzione, che evidentemente ha anche degli elementi di debolezza. Mi riferisco al semipresidenzialismo di cui si è parlato anche in altre stagioni nella commissione presieduta da Massimo D’Alema, c’erano delle proposte del PD di muoversi in questa direzione. Adesso siccome le propone Giorgia Meloni diventano criticate e attaccate. Penso che questa contestualizzazione sia molto importante per i cittadini che spero voteranno con convinzione. L’espressione del voto in un momento come questo così grave è un gesto di partecipazione politica sul quale gravano sfide enormi e dal quale dipende la nostra vita di ogni giorno”.


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