Guerra in Ucraina: Mosca non cede su nulla, ma si dice ottimista. Istituito un organismo per il risarcimento di Kiev

Guerra in Ucraina: Mosca non cede su nulla, ma si dice ottimista. Istituito un organismo per il risarcimento di Kiev

Guerra in Ucraina: Mosca non cede su nulla, ma si dice ottimista. Istituito un organismo per il risarcimento di Kiev Photo Credit: ANSA


Il Cremlino non cede sui territori, sulla tregua e sulla presenza di truppe Nato in Ucraina. Ma Trump è convinto che per il 90 per cento le trattative siano chiuse. Zelensky, in Olanda. Istituito il Commissione per i risarcimenti

Nessuna concessione territoriale, nessuna tregua di natale, niente truppe Nato in Ucraina.

NESSUNA CONCESSIONE

Il Cremlino ha chiarito quali sono le sue condizioni per la pace, che assomigliano più a una richiesta di resa dell’Ucraina che a un negoziato. Sui territori, nessuna concessione: il Donbass è già inserito nella costituzione di Mosca come facente parte della Russia, dunque deve essere ceduto interamente, compreso la parte ancora sotto il controllo delle truppe di Kiev. In merito alla Tregua, Mosca ha detto che punta alla pace definitiva, dunque nessuna cessazione temporanea della guerra. sulla presenza Nato, non è ammissibile, secondo Mosca, neanche per garantire la sicurezza del Paese aggredito. Aspetti su cui Zelensky aveva ricevuto garanzie dai partner in cambio dei quali aveva rimesso sul tavolo l’adesione futura alla Nato del suo Paese, anch’essa presente nella costituzione ucraina.

SIAMO VICINI ALLA TREGUA

Nonostante le posizioni intransigenti del presidente Putin, l’omologo americano Trump aveva ostentato fiducia sugli accordi di pace definiti dai suoi inviati con gli europei a Berlino, e aveva detto, e sulla stessa linea il ministro degli esteri Tajani che si è detto convinto che è l’ultimo miglio per chiudere le trattative. E’ il presidente Zelensky a ribadire che non cederà aree non occupate e non riconoscerà il Donbass come territorio russo. La proposta americana è quella di creare una zona cuscinetto nella regione lungo la linea del fronte, ma il leader ucraino insiste che per le modifiche territoriali è necessario un referendum popolare. Ma Mosca non è disposta cedere su nulla, vuole la resa dell’Ucraina e, in definita, dell’Europa

I RISARCIMENTI

Intanto, instancabile, il presidente dell’ucraina continua la sua missione diplomatica per le cancellerie europee. Dopo Londra, Roma, Città del Vaticano e Berlino, Zelensky è approdato in Olanda, e, dopo l’intervento alla camera e al senato dell’Aja, una fitta agenda di incontri istituzionali lo vedrà impegnato nel corso della giornata. Al centro della visita del leader vi è la conferenza del Consiglio d'Europa che ha segnato la nascita della commissione internazionale per le richieste di risarcimento di guerra a favore di Kiev. con l’obiettivo di quantificare i danni subiti dal paese aggredito sulla base delle domande presentate dagli stessi cittadini delle città distrutte dai russi. L'iniziativa, a quanto si apprende, è partita con numeri senza precedenti: 35 Paesi sono già pronti a sostenerla, uno dei livelli d'adesione più alti mai registrati per un trattato del Consiglio d'Europa - 228 finora - nei suoi 76 anni di storia. L'avvio a pieno regime sarà subordinato alle ratifiche parlamentari - almeno 25 - e potrebbe richiedere circa un anno. Restano ancora da definire le modalità di erogazione dei risarcimenti, inclusa la possibile creazione di un fondo alimentato anche dagli asset russi congelati. I Paesi Bassi figurano tra i più convinti sostenitori di Kiev: dal 2022 hanno destinato oltre 13,5 miliardi di euro in aiuti militari e 3,5 miliardi in sostegni civili, ai quali si aggiungeranno altri 700 milioni nel 2026.



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