Mojtaba Khamenei duro nel suo primo discorso alla nazione, ci vendicheremo, lo stretto di Hormuz deve restare chiuso

Mojtaba Khamenei duro nel suo primo discorso alla nazione, ci vendicheremo, lo stretto di Hormuz deve restare chiuso

Mojtaba Khamenei duro nel suo primo discorso alla nazione, ci vendicheremo, lo stretto di Hormuz deve restare chiuso Photo Credit: Ansa/Frame video afp khamenei


La nuova Guida suprema dell'Iran ha affidato il suo primo messaggio alla nazione ad una speaker, senza apparire in video, sarebbe sfigurato e azzoppato

Nel suo primo messaggio al paese, la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso. L’Iran «non rinuncerà a vendicare il sangue dei martiri», uccisi negli attacchi di Stati Uniti e Israele. «Non ci ritireremo mai, la vendetta è sul sangue di ogni singolo iraniano che ha perso la vita». Per Khamenei «tutte le basi Usa in regione vanno immediatamente chiuse». Promette vendetta per quanto successo nella scuola di Manib. «Saremo forti, il nemico pagherà il prezzo, è importante che il mondo capisca che la situazione attuale deve portare a una sorta di compenso per coloro che sono stati colpiti da questa guerra. Ci sarà una vendetta». La nuova Guida suprema sarebbe ferito al volto e azzoppato. Il suo primo messaggio è stato letto alla televisione iraniana da una voce femminile, con una sua foto recente sullo sfondo.


Mojtaba Khamenei e i paesi del Golfo

«Siamo disponibili a sviluppare rapporti con i nostri vicini, ma il nemico ha usato le basi militari in quei paesi e le ha utilizzate per attaccarci. Abbiamo dato delle indicazioni in precedenza. Se gli attacchi continueranno siamo costretti ad attaccare quelle basi. Coloro che hanno ucciso i nostri bambini pagheranno un prezzo».

Khamenei vuole unità interna

Promette vendetta e non solo il figlio di Ali Khamenei nel suo primo discorso alla nazione, dopo la sua nomina. «Promettiamo alla defunta Guida suprema che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell’Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità», ha detto Mojtaba Khamenei. Secondo le informative dei servizi americani il regime iraniano resta saldo e corre rischi immediat

Cosa accade

Nel tredicesimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran il petrolio ha superato i 100 dollari al barile nonostante gli annunci sulle riserve. Il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell’8,8%. Intanto tre marinai sono intrappolati nella nave attaccata dai Pasdaran nello Stretto di Hormuz. Dove invece secondo il presidente Trump è tutto ok. Teheran ha lanciato anche missili contro il Qatar e Dubai.

Idf: «Colpito sito iraniano per lo sviluppo di armi nucleari»

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari. «L’aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle IDF, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano», ha dichiarato l’esercito, sostenendo che «il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari». Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete. Intanto un missile iraniano ha colpito la periferia di Gerusalemme.



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