Il ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti alla camera "Un paese indebitato non è totalmente libero"

Il ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti alla camera "Un paese indebitato non è totalmente libero"

Il ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti alla camera "Un paese indebitato non è totalmente libero" Photo Credit: Ansa/Riccardo Antimiani


L'esame della proroga del taglio delle accise è in programma nel Consiglio dei ministri fissato alle 16, insieme con il piano casa, alla camera in evidenza il deficit

Mentre il governo deve pensare al caso della grazia a Nicole Minetti, ma anche all'attacco di questa notte alla Flotilla, bloccata da navi israeliane, sul quale le opposizioni hanno chiesto un'informativa urgente alla premier Meloni, al ministro degli Esteri Tajani e al ministro della Difesa Crosetto, nell'aula della Camera dalle 9 c’è l'esame del Documento pubblico di finanza (Dfp).  Sul tema  della Flotilla diffusa una nota di Palazzo Chigi, che chiede il rispetto delle leggi internazionali e la liberazione degli italiani  illegalmente arestati. Dopo la discussione verranno votate la risoluzione della maggioranza e quella unitaria delle opposizioni (senza Azione). In Aula l'intervento del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti: "Un paese indebitato non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare".Attesa per la possibile proroga del taglio delle accise, in scadenza il 1 maggio. Il governo lavora a un rinnovo dovrebbe essere più breve rispetto ai precedenti e mirato principalmente al diesel. L'ipotesi è una mini-proroga di 15 giorni. Il testo approderà oggi in Consiglio dei ministri fissato alle 16, insieme al Piano Casa, come specificato da Giorgetti.


Il debito

Alla camera si è soffermato sul debito."Perché siamo arrivati allo 3,07%" di deficit "semplicemente perché - non vado a sindacare sulla valutazione della Corte Conti che magari ha strumenti superiori ai nostri - l'andamento dei bonus edilizi nei mesi fino a settembre-ottobre era assolutamente nella normalità. Il problema è che dopo la chiusura del 2025 abbiamo registrato un - anomalo come dato di fatto - volume di presentazione delle domande entro il 16 marzo che hanno portato questo dato sopra le nostre previsioni di settembre. Diciamo che abbiamo sbagliato? Diciamo che non abbiamo la sfera di cristallo come qualcun altro. Me ne dispiaccio? Me ne dispiaccio, ma non me ne faccio un cruccio non altrimenti risolvibile.”

"Quello che io sostengo e che qui ribadisco che è molto difficile da sostenere, quanto meno politicamente, una clausola 'escape' che preveda la possibilità di non considerare ai fini del Patto le spese per la difesa e invece le escluda" per gli interventi in favore di famiglie e imprese per l'energia. "Qui c'è un'incongruenza logica che ribadiremo e continueremo a ribadire".

Il duro confronto con gli scenari internazionali

"Con grande serietà e grande determinazione di fronte agli scenari che abbiamo documentato nel Dfp che possono essere anche severamente avversi, e su cui anche organismi internazionali si esercitano con grande difficoltà, dobbiamo avere questo tipo di posizione e io auspico che il Parlamento dia mandato al governo per portarla nelle sedi competenti per poter dare risposte a problemi della nostra economia e del popolo italiano".

Quello che merita una qualche spiegazione è questo dibattito sul nuovo Patto di stabilità. Qualcuno si dice che non avremmo dovuto firmarlo, io rispondo che se non si firmava sarebbe entrato in vigore quello vecchio che - vi posso garantire - è assai peggio, a partire dal fatto che per il 2026-27 non conteggia l'andamento degli oneri finanziari e degli interessi sul debito che per l'Italia una qualche rilevanza ce l'hanno. Se si fa un riferimento tra il vecchio e quando era sospeso, si fa un'incongruenza logica che offende anche le intelligenze più semplici. Il nuovo Patto è un patto che non è quello avremmo voluto noi, ma - come abbiamo sempre detto - è un piccolo passo in avanti rispetto al vecchio patto di stabilità che sarebbe entrato in vigore".



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