Garlasco: la difesa di Andrea Sempio contesta la validità della "cosiddetta confessione" del nuovo indagato Photo Credit: Ansa/PAOLO TORRES
07 maggio 2026, ore 15:00
Parole confuse nate dall'ascolto di un podcast sul delitto. questa la tesi sostenuta dagli avvocati di Sempio, quella non può essere considerata una confessione
I difensori di Sempio stanno costruendo una nuova versione sulle intercettazioni, anche oggi sono in riunione. Vogliono dimostrare che quelle erano solo riflessioni, nate dall’ascolto di un podcast che parlava del delitto di Garlasco. Si sta lavorando per trovarlo e per spiegare così quelle parole. Per la Procura pavese e per i carabinieri di Milano, invece, Sempio in quelle intercettazioni avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e che nei giorni precedenti il delitto le avrebbe telefonato per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco «non ci voglio parlare con te».
Sempio si dice innocente
Sempio continua a proclamarsi innocente, a sostenere di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la 26enne e di non aver mai visto quei video. La difesa lavora a smontare quelle captazioni ambientali: le trascrizioni, tra l'altro, per la difesa, sono piene di parti segnate come «non comprensibile». Secondo i pm, invece, sarebbero autoincriminanti e un altro forte indizio che si aggiunge a tutte le consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, al Dna sulle unghie, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino.
Anche l’avvocato di Marco Poggi ritiene Sempio estraneo ai fatti
«Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti. Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio», spiega l'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, in un video in cui ribadisce che sono chiari gli elementi a carico di Alberto Stasi nella sentenza definitiva e spiega che Andrea Sempio viene «braccato e intercettato», ma è «una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto» di Chiara Poggi.
E ancora: «Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere la storia dal nulla. Parliamo del falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, dell'occultamento della bici nera da donna che era stata vista da ben due testimoni quella mattina, dello spostamento dei pedali col Dna su un'altra bici, delle Frau 42, delle impronte sul dispenser del lavandino, insomma tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato». La Procura di Pavia, conclude Compagna, «può fare tutte le ipotesi che ritiene opportune, ma noi davvero riteniamo che non ci sia alcuno spazio. E se e quando i difensori di Stasi riterranno di proporre ancora una volta una istanza di revisione, sarà possibile confrontarsi su dati reali e non sulle mistificazioni e in sede giudiziaria verranno assunte le giuste determinazioni».



