Iran: ancora fumate nere tra Iran e Stati Uniti su sponde diverse dello stretto di Hormuz, Trump non accetta l'ultima proposta

Iran: ancora fumate nere tra Iran e Stati Uniti  su sponde diverse dello stretto di Hormuz, Trump non accetta l'ultima proposta

Iran: ancora fumate nere tra Iran e Stati Uniti su sponde diverse dello stretto di Hormuz, Trump non accetta l'ultima proposta Photo Credit: Ansa/ABEDIN TAHERKENAREH


Secondo il Wall Street Journal il presidente degli Stati Uniti farà a breve una nuova proposta, intanto il ministro degli esteri iraniano ha incontrato Putin


Si lavora su più fronti diplomatici per la guerra in Iran, ma risultati concreti non si raggiungono. Donald Trump è indirizzato verso il no alla proposta di accordo dell’Iran. Mentre il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi dopo aver visto Putin ha dichiarato: “Ottimo incontro”. Ma è innegabile che lo scenario attuale resta in fase di stallo.Secondo il Wsj ci saranno a breve sviluppi: «Possibili controproposte degli Usa nei prossimi giorni»
Analisi completa con Putin
«Con Putin abbiamo avuto un ottimo incontro», ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. «Tutti i temi, sia nelle relazioni bilaterali, sia nelle questioni regionali, così come nella guerra e nell'aggressione di Usa e Israele sono stati discussi e analizzati in modo approfondito», ha spiegato.Gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra con l'Iran però sono nuovamente bloccati: entrambe le parti si sono irrigidite sulle proprie richieste.


Le visioni diverse

L'Iran ha detto che non riaprirà lo Stretto di Hormuz a meno che gli Stati Uniti non revochino il blocco e pongano fine alla guerra. E Trump invece auspica un accordo più ampio che ponga fine al programma nucleare iraniano e affronti anche altre questioni, come il programma missilistico e il sostegno a gruppi armati regionali. Il segretario di Stato Marco Rubio ha aggiunto: «Se ciò che intendono per aprire gli stretti è “sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l'Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagherete”, questo non significa aprire gli stretti». Intanto Teheran ha chiesto all'Onu garanzie per evitare futuri attacchi  da Israele e Stati Uniti.

Come stoccare il petrolio

L'Iran sta "cercando freneticamente" nuove modalità di stoccaggio ed esportazione del petrolio che produce, dato che il blocco navale imposto dagli Usa nell'area dello stretto di Hormuz sta provocando seri problemi in questo senso alla Repubblica Islamica: è quanto riporta il Wall Street Journal, aggiungendo che, tra i metodi a cui prova a ricorrere, ci sono la riattivazione di 'junk storage', ovvero depositi di fortuna con container "improvvisati" o in disuso, e il trasporto verso la Cina attraverso un corridoio ferroviario. L'obiettivo di queste misure è di "ritardare una crisi infrastrutturale" legata all'impossibilità di esportare il petrolio via mare, spiega ancora il Wsj. Il giornale cita la società di analisi Kpler, secondo cui le esportazioni di greggio e derivati è scesa da 2,1 milioni di barili al giorno in media a 567.000 barili al giorno dopo il 13 aprile, quando è partito il blocco navale statunitense. La stessa società aggiunge che, data la situazione, Teheran ha già iniziato a tagliare la produzione.



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