Vaticano: la primate della chiesa anglicana in Vaticano, insieme per per il bene comune, costruendo ponti e non muri

Vaticano: la primate della chiesa anglicana in Vaticano, insieme per per il bene comune, costruendo ponti e non muri

Vaticano: la primate della chiesa anglicana in Vaticano, insieme per per il bene comune, costruendo ponti e non muri Photo Credit: Ansa/LUCA ZENNARO


Sara Mullalay, arcivescova di Canterbury, nel mondo pieno di ingiustizie bisogna avere maggiore forza di speranza, Papa Leone XIV, superiamo le divergenze

Unità e perseveranza per l’obiettivo. Questo il senso dell’incontro e delle parole che si sono scambiati oggi Papa Leone e l’arcivescova di Canterbury Sarah Mullaly, , primate della chiesa anglicana per la prima volta in visita in Vaticano.

Sarebbe scandaloso se non continuassimo a impegnarci per superare le nostre divergenze, per quanto insanabili possano apparire". Lo ha detto papa Leone XIV nel suo discorso rivolto all'arcivescova di Canterbury, Sarah Mullaly. Leone ha ripreso la storica "Dichiarazione comune" del 1966 "quando l'arcivescovo Michael Ramsey e San Paolo VI annunciarono il primo dialogo teologico tra anglicani e cattolici" per cercare il "ristabilimento della piena comunione nella fede e nella vita sacramentale, "certamente un cammino ecumenico complesso".


Il bene comune su tutto

"Nel mondo di oggi, siamo chiamati a vivere e predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte a una violenza disumana, a profonde divisioni e a rapidi cambiamenti sociali", "dobbiamo lavorare insieme per il bene comune, costruendo sempre ponti, mai muri" e avendo a mente che "i più poveri tra noi sono i più vicini al cuore di Dio", "Lei ha parlato con forza delle molte ingiustizie del mondo di oggi, ma ha parlato con ancora maggiore forza di speranza". È il cuore del discorso rivolto dalla primate anglicana, nel suo primo incontro con papa Leone.

In preghiera nella cappella di Urbano VIII

"Nel nostro cammino ecumenico, credo che lo Spirito Santo ci inviti a una pratica più profonda dell'ospitalità, non semplicemente come forma di benvenuto, ma come forma di ministero: la disponibilità a fare spazio gli uni agli altri, in quanto creati a immagine di Dio e chiamati a crescere sempre più a sua somiglianza. Già ora riceviamo gli uni dagli altri doni che non possiamo generare da soli: profondità nella preghiera, coraggio nella testimonianza, perseveranza nella sofferenza e fedeltà nel servizio. In questi, la nostra comune testimonianza si rafforza", afferma ancora Mullaly che - dopo l'incontro privato, la presentazione delle delegazioni e lo scambio di doni - ha pregato insieme a Leone nella Cappella di Urbano VIII.

"Sono grata di poterci unire in preghiera questa mattina. Negli anni a venire, rimarrò unita a voi nella preghiera: preghiera per la pace nel nostro mondo; preghiera per la giustizia e preghiera affinché ogni persona possa scoprire la pienezza della vita che Dio offre", ha assicurato la "sorella in Cristo", Mullaly. "In tutto questo - ha proseguito l'arcivescova -, siamo sostenuti dalla speranza fondata su Cristo stesso, che ci chiama ad andare avanti, anche quando la via non è ancora del tutto chiara.

La speranza

Possiamo continuare a camminare insieme in questa speranza, confidando che colui che ha iniziato quest'opera buona tra noi la porterà a compimento. Sono anche consapevole di quanto" il Re Carlo "abbia apprezzato la sua recente visita, in particolare la preghiera condivisa e lo spirito di fraternità che l'hanno caratterizzata. Le assicuro una calorosa accoglienza da parte della Chiesa d'Inghilterra qualora onorasse il Regno Unito con una visita. Con gratitudine per il suo ministero come Vescovo di Roma e per la generosa accoglienza odierna, Le assicuro le mie preghiere mentre camminiamo insieme verso quell'unità che è la volontà del nostro Signore".



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