Hollywood, continua lo sciopero: sfuma l'accordo tra attori e Studios

Hollywood, continua lo sciopero: sfuma l'accordo tra attori e Studios

Hollywood, continua lo sciopero: sfuma l'accordo tra attori e Studios Photo Credit: agenziafotogramma.it


Sfuma l'accordo tra il sindacato degli attori e gli Studios dopo che il Sag-Aftra ha rifiutato "l'ultima e definitiva proposta" circa le misure da includere nel nuovo contratto. Continuano le manifestazioni, previsti picchetti dei lavoratori dell'industria fino a giovedì

Continua il braccio di ferro tra le star hollywoodiane e le aziende di produzione cinematografica. Il Sag-Aftra, il sindacato che rappresenta gli attori, ha infatti rifiutato “l’ultima e definitiva” proposta degli Studios circa le misure da includere nel nuovo contratto. Nonostante le speranze degli ultimi giorni, non accenna quindi a fermarsi lo sciopero che da centosedici giorni tiene sotto scacco l’industria cinematografica e televisiva americana.

ANCORA FRIZIONI TRA LE PARTI, SFUMA L'ACCORDO

Le due parti sono ancora lontane “su diverse questioni essenziali, tra cui l’Intelligenza artificiale”, ha comunicato il sindacato in una nota. Gli attori avevano infatti incrociato le braccia a metà luglio, seguendo gli sceneggiatori nella protesta iniziata a maggio: in estate era infatti scaduto il termine per la rinegoziazione del contratto collettivo degli attori senza che Sag-Aftra arrivasse a un accordo per il rinnovo con i vertici degli Studios. In particolare, il sindacato chiede migliori condizioni di lavoro e compensi più alti per la categoria. Il nodo centrale dello sciopero riguarda poi l’intelligenza artificiale: gli attori chiedono una limitazione nell’utilizzo dei software che generano video riproducendo volti, voce e movimenti di persone reali.


CONTINUA LA MANIFESTAZIONE, PICCHETTI FINO A GIOVEDÌ

Quella che ha messo sotto scacco Hollywood è la più grande protesta del settore dal 1960, quando a guidare i manifestanti era stato l’attore e futuro presidente USA Ronald Reagan. Il blocco di ormai quasi sei mesi ha già fatto vedere i suoi effetti, con serie e film la cui uscita continua ad essere rimandata: è il caso della quinta stagione di Stranger Things o il terzo capitolo di Euphoria o The White Lotus. Ted Sarandos, amministratore delegato di Netflix, parlando all’ANSA a margine di un evento a Los Angeles ha dichiarato: “Torneremo al più presto al tavolo, perché tutti vogliamo ricominciare a lavorare”. Al momento non è noto quando le parti riprenderanno il negoziato: la formula dell’”offerta migliore e definitiva”, infatti, sembra tracciare una linea oltre la quale non si è più disposti a trattare. Intanto il sindacato ha continuato a manifestare lunedì a New York e Los Angeles e sono previsti picchetti regolari fino a giovedì. 


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