Il Coronavirus, la storia e i Cavalieri dell’Apocalisse

23 marzo 2020, ore 12:43 , agg. alle 15:56
di Andrea Pamparana

Cosa ci insegna il passato, per affrontare l’attuale emergenza e provare a uscirne in un mondo più equo

Nel corso di migliaia di anni, solo quattro forze, come i cavalieri dell’Apocalisse, si sono mostrate efficaci nel ridurre le diseguaglianze all’interno delle comunità costituite da esseri umani: le grandi guerre con mobilitazioni di massa, il crollo e il conseguente fallimento degli stati, le rivoluzioni e le epidemie.

I traumi della Storia

Quattro eventi evidentemente traumatici. Nonostante le tante aree del pianeta ancora sconvolte da guerre, è però di tutta evidenza che la violenza che ha limitato la disuguaglianza nel passato anche recente della storia, basti pensare al secondo conflitto mondiale, sembra comunque essere diminuita, certamente nel Vecchio Continente, terrorismo a parte e non paragonabile alle guerre vere e proprie.

Cosa ci ricorda il passato

Eppure l’equità non è affatto cresciuta. Le politiche degli Stati negli ultimi cinquant’anni, Italia compresa, per combattere il fenomeno della disuguaglianza non hanno affatto portato a concreti risultati, anzi. Nei paesi occidentali, ad esempio, le disparità di reddito sono ovunque aumentate. Lo storico Walter Scheidel, della prestigiosa Standford University in California, nel suo libro “La grande livellatrice”, edito in Italia da Il Mulino, sostiene infatti che la stabilità e l’economia di mercato comportano, forse, il prezzo da pagare per vivere in modo pacifico.

L’impensabile

In questi giorni di una primavera alla quale molti si affacciano solo da un balcone o da una finestra, è tornata prepotentemente in primo piano uno dei componenti dei succitati cavalieri dell’Apocalisse, l’epidemia, anzi una vera pandemia, causata dalla diffusione del famigerato Coronavirus.

La realtà con cui fare i conti

Per lungo tempo ci si è concentrati sulla violenza dell’uomo sull’uomo e sui suoi effetti sulla disuguaglianza: quindi guerre con grandi mobilitazioni generali che sottraevano ricchezze alle élite, sanguinose e feroci rivoluzioni, il crollo economico e politico con conseguente crisi culturale di interi stati che avevano spazzato via le classi dirigenti dominanti che avevano accumulato ingenti ricchezze del surplus esistente.

Ebbene ora ci troviamo di fronte al quarto Cavaliere, l’epidemia. Essa non coinvolge altre specie ma certi attacchi di batteri e di virus, come il recentissimo e letale Covid-19, contro le nostre società, i nostri modelli di vita, sembrano essere più letali di gran parte dei disastri causati dall’uomo.

Cosa ci insegna il passato

Ibn Khaldun, nella sua “Storia universale” del 1377, così descrisse l’impatto della peste, chiamata la Morte nera, sul mondo a lui contemporaneo: “la civiltà sia in Oriente che in Occidente ha conosciuto una pestilenza distruttiva che ha devastato le nazioni e fatto sparire popolazioni…L’intero mondo abitato è cambiato”.

E il mondo cambiò perché durante la pandemia e negli anni successivi, gran parte delle attività umane si contrassero. I cambiamenti più evidenti- ci ricorda Scheidel- si verificarono nella sfera economica, specialmente nel mercato del lavoro. Un impegno, oggi, per il futuro

Questa è Storia, oggi, per fortuna siamo ancora solo alla cronaca. Abbiamo detto che le guerre, i fallimenti, le rivoluzioni e le pandemie hanno storicamente portato a un livellamento delle diseguaglianze. Ci dobbiamo oggi chiedere: non c’è altro modo per livellare l’evidente diseguaglianza del nostro mondo? Come scrive Scheidel “ è tempo di esplorare alternative meno sanguinose ai nostri Quattro cavalieri”. E’ tempo di riflettere e trovare una risposta concreta che ci porti verso un mondo migliore, più equo e più giusto.

Il Coronavirus, la storia e i Cavalieri dell’Apocalisse
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