Il Trio sbarca al Parlamento Europeo

25 gennaio 2018, ore 10:40 , agg. alle 15:32

Siamo andati per voi a spiare, dietro le quinte, cosa succede a Strasburgo durante le importanti decisioni dell'Europa

Parliamo di elezioni. Ma non di quelle che si terranno il prossimo 4 marzo in Italia. Parliamo delle elezioni che si terranno in Italia, Germania, Svezia e in tutti gli altri paesi europei contemporaneamente: le elezioni del Parlamento Europeo del prossimo maggio 2019. Nel 2014 solo il 57% degli italiani andò a votare, quasi venti punti percentuali in meno rispetto alle consultazioni politiche nazionali del 2013. E allora come mai le elezioni dell’Europarlamento ci interessano di meno di quelle italiane? Forse perché’, se bene o male sappiamo cosa fanno i nostri deputati e senatori ogni giorno, siamo un po’ meno informati sulle vicende quotidiane dei rappresentanti italiani in Europa.

Il Trio sbarca al Parlamento Europeo

Se pensiamo all’Europa ci vengono in mente lontani discorsi di consumati tecnocrati che, dalla loro posizione privilegiata, ci dicono come dovrebbero andare le cose del mondo. E’ vero, c’è anche questo. Ma Europa è anche (e soprattutto!) politiche sul turismo, sull’immigrazione, l’ambiente, l’Erasmus e, sì, anche sui sacchetti di plastica biodegradabile del supermercato. E tutte le scelte in questi delicatissimi settori (e altri ancora, ovvio!) passano dal Parlamento Europeo, dove la volontà politica dei 751 eletti trova la propria sintesi in decisioni che influiscono sulla vita di ognuno di noi.
Se allora vogliamo capire come funziona l’Europa, iniziamo a capire come funziona il Parlamento Europeo! Il Trio (Martino Migli, Gabriele Sanzini e Francesco Taranto) ci ha provato, andando direttamente dove batte il cuore europeo dal 15 al 18 gennaio: Strasburgo.


Nella sede di Strasburgo hanno luogo le “sessioni plenarie” dove si ritrovano, una volta al mese, tutti i deputati eletti in Europa in tutti gli Stati. Per il resto, il grosso del lavoro viene svolto nella sede di Bruxelles, dove i deputati si riuniscono in diverse commissioni parlamentari. Il Parlamento di Strasburgo si trova appena fuori la città, quasi in campagna. Le piccole villette a schiera che caratterizzano il quartiere mettono ancora di più in risalto la grandezza dell’edificio, circolare con le sue ampie vetrate. Una volta entrati ci accorgiamo che tutto funziona come una piccola città o, per dirlo con meno poesia, come una sede di una grande azienda. Al centro c’è l’attività dei parlamentari,  il resto è un mondo che corre velocissimo attorno all’emiciclo. Funzionari, assistenti, portaborse, autisti, uomini della sicurezza e, soprattutto, (tanti) giornalisti. Tutti a passo spedito prendono ascensori, parlano nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione Europea, organizzano riunioni e programmano il lavoro. Il ritmo è frenetico. Si inizia alle nove e si può arrivare anche alle undici di sera ma, fidatevi, sembra che la giornata duri molto di più. Il bar lavora senza sosta (il caffè costa incredibilmente come in Italia!) e l’enorme mensa offre (si fa per dire, con meno di 10 euro non te la cavi!) pasti decenti per le migliaia di persone che qui lavorano. Ognuno gioca nel proprio ruolo, e non è detto che quello del parlamentare sia il più importante.


Alla sera, una volta lasciato alla spalle il Parlamento, tutti i protagonisti della giornata si riversano nella pittoresche vie di Strasburgo, i ristoranti si animano di voci e risate: è il momento per rilassarsi. Ma non troppo. Le nove del mattino arrivano in fretta...  

Il Trio a Strasburgo intervista Kyenge e Castaldo

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