RTL 102.5 con il Trio al Parlamento Europeo

16 gennaio 2018, ore 21:12 , agg. alle 09:07

Alla scoperta del Parlamento Europeo nella sede di Strasburgo

Noi del Trio di RTL 102.5 siamo venuti a Strasburgo, dove risiede una delle sedi del Parlamento Europeo, per capire più da vicino cosa stanno combinando i Parlamentari Europei. Nella prima plenaria dell’anno, tra auguri e un clima ancora disteso, gli argomenti sul tavolo dell’Europa sono tanti.

Oggi, nella prima giornata fondamentale di lavori, si è chiuso il bilancio della scorsa Presidenza dell'Unione Europea, ovvero quella da parte dell’Estonia e solo domani si inaugurerà il nuovo ciclo di programma con la Presidenza della Bulgaria.

Ma la giornata odierna è stata fondamentale anche per un altro argomento chiave, ovvero quello dello stop alla pesca elettrica. Un divieto, passato in toto nel voto di oggi conclusosi attorno alle 13, voluto anche fortemente dai parlamentari europei del Movimento 5 Stelle.

RTL 102.5 con il Trio al Parlamento Europeo

La pesca per mezzo di reti elettriche, sebbene da molto tempo una pratica non vista di buon occhio da molte ONG, era già stata vietata nel 1997, ma alcune grandi società ittiche erano riuscite ad ottenere delle licenze particolari che di fatto la permettevano ancora. Una tecnica, come è stato dimostrato, che ha la particolare controindicazione di deturpare perennemente i fondali dei nostri mari, oltre che portare a gravi conseguenze anche la piccola pesca.

Il pomeriggio invece ha visto al centro gli Affari Esteri: dal processo di pace che si sta tentando in Colombia tra FARC e governo, argomento di cui l’Europa si è occupata fin da subito, alla situazione sempre più precaria che sta vivendo l’Iran.

Domani sarà invece la volta delle votazioni sullo stop alle esportazioni verso paesi con regimi autoritari di strumenti prodotti in Europa atti al cyber-monitoraggio. Un argomento piuttosto interessante e attuale per il nostro Paese, soprattutto dopo la tragedia in Egitto che ha visto coinvolto Giulio Regeni. Un passo in più, si spera, verso la tutela dei diritti umani nei Paesi extra-UE che in fin dei conti non si trovano geograficamente nemmeno troppo lontani a noi.

Una sessione, quella di gennaio, che ha contato diverse assenze tra le file dei deputati italiani, forse troppo impegnati sui fronti delle elezioni politiche nazionali del prossimo 4 marzo.

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