Istat: crescono il reddito e il risparmio delle famiglie, ma peggiorano i conti della Pubblica Amministrazione Photo Credit: AnsaFoto.it/Carlo Ferraro
07 gennaio 2026, ore 16:50
A dicembre si accentua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il "carrello della spesa" passa da +1,5% di novembre a +2,2. Mentre i prodotti ad alta frequenza d'acquisto vanno da +2,0% a +2,2%
Nel terzo trimestre del 2025 i conti delle amministrazioni pubbliche mostrano un peggioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre per famiglie e imprese emergono segnali contrastanti: aumenta il reddito disponibile e torna a salire la propensione al risparmio, ma si riduce la quota di profitto delle società non finanziarie.
Le amministrazioni pubbliche
Secondo i dati dei Conti trimestrali dei settori istituzionali pubblicati da ISTAT, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si è attestato al -3,4%, in aumento rispetto al -2,3% registrato nel terzo trimestre del 2024. Resta positivo il saldo primario, cioè l'indebitamento al netto degli interessi passivi, ma con un'incidenza sul Pil scesa allo 0,4% dall'1,6% di un anno prima. Positivo anche il saldo corrente, pari all'1,3% del Pil, sebbene in calo rispetto al 2,2% dello stesso trimestre del 2024. Sul fronte fiscale, la pressione fiscale si è attestata al 40,0%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali su base annua, un dato che segnala un alleggerimento del prelievo complessivo rispetto allo scorso anno.
Le famiglie
Per quanto riguarda le famiglie, il quadro appare più favorevole. Nel terzo trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto del 2,0% rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento dei consumi più contenuto (+0,3%). Questo divario si riflette in un rafforzamento della propensione al risparmio, stimata all'11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Tenendo conto di una variazione contenuta del deflatore implicito dei consumi (+0,2%), il potere d'acquisto delle famiglie è cresciuto dell'1,8% congiunturale. Diversa la dinamica per le imprese. La quota di profitto delle società non finanziarie è stimata al 42,3%, in calo di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, segnalando una compressione della redditività. In lieve miglioramento, invece, il tasso di investimento, che si attesta al 22,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali.
Inflazione
Capitolo-inflazione, nel mese di dicembre 2025 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell'1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente) tornando al livello di ottobre. 'Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell'1,5% rispetto all'anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1,0%)', commenta l'Istat. In aumento nel cosiddetto carrello della spesa, che torna dunque a correre, soprattutto i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona.



