La nuova flat tax: in arrivo la stretta del 2026 per i “super-ricchi” che scelgono di trasferire la residenza in Italia.

La nuova flat tax: in arrivo la stretta del 2026 per i “super-ricchi” che scelgono di trasferire la residenza in Italia.

La nuova flat tax: in arrivo la stretta del 2026 per i “super-ricchi” che scelgono di trasferire la residenza in Italia. Photo Credit: ansa/FRANCO SILVI


Le persone fisiche, che decidono di trasferire la propria residenza nel nostro Paese, possono scegliere di applicare ai redditi prodotti all’estero un’imposta sostitutiva che, con la nuova norma, salirà a 300 mila euro.

Le modifiche della manovra

La legge di Bilancio 2026 introduce una nuova stretta sul regime agevolato destinato ai neo-residenti ad alto reddito. L’imposta forfettaria annuale salirà dagli attuali 200 mila a 300 mila euro, mentre la quota prevista per i familiari passerà da 25 mila a 50 mila euro. Un ritocco deciso, che riaccende il dibattito sull’efficacia di questo strumento pensato per attrarre individui “alto-spendenti”, stimolare consumi, investimenti e riuscire a radicare in Italia nuovi nuclei familiari dalle elevate disponibilità economiche. La domanda, però, resta aperta: l’Italia sta davvero riuscendo a competere con gli altri Paesi europei nella caccia ai grandi contribuenti? Il regime in questione non è nuovo. Fu introdotto con la legge di Bilancio del 2017, modellato sulle esperienze già consolidate di altri Stati Ue e del Regno Unito. Con l’inserimento dell’articolo 24-bis nel TUIR, si stabiliva un’imposta sostitutiva forfettaria di 100 mila euro all’anno, estendibile ai familiari con una quota aggiuntiva di 25 mila euro. L’obiettivo era chiaro: rendere l’Italia fiscalmente competitiva per chi decideva di trasferire la residenza e concentrare nel Paese il proprio centro di interessi economici. Nel 2024 il primo aumento: la soglia passò da 100 mila a 200 mila euro, in un contesto di revisione complessiva delle agevolazioni fiscali. Ora arriva il secondo giro di vite, con la soglia fissata a 300 mila euro. L’opzione per la flat tax può essere esercitata con la prima dichiarazione dei redditi presentata dal neo-residente e si rinnova automaticamente ogni anno fino a un massimo di 15 periodi d’imposta. Resta comunque la possibilità di revocare l’adesione in qualunque momento.

I redditi prodotti in Italia esclusi dalla flat tax

Va ricordato che la flat tax riguarda esclusivamente i redditi prodotti all’estero. Per i redditi generati in Italia, infatti, i neo-residenti sono soggetti alle aliquote ordinarie dell’Irpef: 43% oltre i 50 mila euro, più le addizionali regionali – generalmente tra il 3% e il 4% – e le imposte sostitutive per gli investimenti finanziari, comprese tra il 12,5% e il 26% a seconda della+- tipologia. Con l’ulteriore aumento previsto per il 2026, il governo punta ad aumentare il gettito. Resta da capire se la platea dei potenziali interessati continuerà a considerare l’Italia un approdo competitivo. In un mercato globale di talenti e di investitori, la sfida è tutt’altro che semplice.



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