L'ambasciatore israeliano Jonathan Peled in esclusiva a RTL 102.5: 'abbiamo fermato Pizzaballa per una questione di sicurezza'
L'ambasciatore israeliano Jonathan Peled in esclusiva a RTL 102.5: 'abbiamo fermato Pizzaballa per una questione di sicurezza'
30 marzo 2026, ore 14:55 , agg. alle 16:45
In un colloquio esclusivo con RTL 102.5 l'ambasciatore di Israele in Italia spiega che a Gerusalemme hanno prevalso motivi di sicurezza, ha parlato di incidente e ha assicurato che a Pasqua verrà garantita a tutte le fedi di poter praticare le liturgie, sia pure in modo limitato
L'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, è stato ospite ai microfoni di RTL 102.5, in merito alla questione del divieto al Patriarca Latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, di accedere alla basilica del Santo Sepolcro in Terra Santa. In occasione della celebrazione della Domenica delle Palme, il Cardinale si stava recando alla Basilica per la liturgia, quando è stato costretto dall'esercito israeliano a tornare indietro per motivi di sicurezza, scatenando le critiche di molti Governi, tra i quali quello italiano. RTL 102.5 ha avuto un colloquio diretto con l'ambasciatore, il quale ha chiarito la posizione di Israele, e ha raccontato del confronto con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a seguito della convocazione.
Ambasciatore Peled, la decisione di impedire al Cardinale Pizzaballa l'accesso alla basilica del Santo Sepolcro è stata una violazione del dovere di Israele di garantire la coesistenza tra le diverse religioni?
"Non si è trattato di una violazione della libertà di culto per il semplice motivo che né gli ebrei né i musulmani possono né potranno recarsi nella Città Santa di Gerusalemme mentre siamo sotto attacco missilistico iraniano. Quindi questa decisione è stata presa per garantire la sicurezza del Patriarca e del suo popolo".
E' stata la prima volta in secoli di storia...
"È la prima volta da secoli che una nazione persiana chiamata Iran lancia missili balistici contro Israele. Questa è una guerra che non abbiamo mai vissuto prima, ma comprendiamo la delicatezza, il significato della Domenica delle Palme, l’importanza per il Patriarca, e pertanto abbiamo raggiunto un accordo con lui oggi per consentire una partecipazione molto limitata alla Pasqua, nel rispetto di tutte le restrizioni e le misure di sicurezza. Stamattina ero alla Farnesina".
Il fatto che il ministro degli Esteri l'abbia convocato significa che il Governo italiano ha condannato la scelta di bloccare il Cardinale. Cosa vi siete detti?
"Abbiamo avuto un dialogo molto aperto e ho spiegato più o meno ciò che sto spiegando a voi, che ciò è avvenuto per motivi di sicurezza, ma aggiungo che ci rammarichiamo dell’incidente e che ora abbiamo trovato una soluzione affinché il Patriarca e la comunità cristiana possano, in numero molto ridotto, celebrare la Pasqua nonostante siano sotto attacco missilistico iraniano. Ogni incidente è un'occasione da cui imparare in seguito. Avremmo potuto agire tutti in modo diverso: magari anche le nostre forze di polizia… forse, però, il Patriarca è stato un po’ avventato. Il Governo italiano si è affrettato a condannare l’accaduto. Credo che tutti abbiamo imparato la lezione".
Lei ha parlato di incidente. Secondo lei quanto è stato grave questo incidente?
"Dobbiamo essere più attenti, più cauti e assicurarci che episodi del genere non si ripetano, per rispetto, in realtà, verso i cristiani, i cattolici e tutte le fedi, musulmani ed ebrei compresi. Vorrei augurare a tutti gli ascoltatori una Buona Pasqua, agli ascoltatori ebrei una Buona Pesach, e ora anche i musulmani hanno appena celebrato l'Eid al-Fitr, la fine del Ramadan. Quindi auguro buone feste a tutte le fedi".



