Legge di bilancio, la pagella dell'Europa: Italia ed altri otto Paesi non in linea. Rimandati a primavera

Legge di bilancio, la pagella dell'Europa: Italia ed altri otto Paesi non in linea. Rimandati a primavera

Legge di bilancio, la pagella dell'Europa: Italia ed altri otto Paesi non in linea. Rimandati a primavera Photo Credit: Agenzia Fotogramma


9 Stati dell'Eurozona sotto osservazione, con l’Italia Austria, Germania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia. Bocciati Belgio, Finlandia, Francia e Croazia. Promossi: Cipro, Estonia, Grecia, Spagna, Irlanda, Slovenia e Lituania

Via libera con riserva: è il giudizio della Commissione europea sulla manovra economica italiana. In particolare, secondo Bruxelles la finanziaria italiana non è «pienamente in linea» con le recenti raccomandazioni-paese perché i risparmi andrebbero usati per ridurre il debito mentre, secondo Bruxelles, saranno utilizzati dal governo per nuove spese. Per questo l’Europa chiede a Roma «di essere pronta a introdurre le misure necessarie». Nella stessa condizione sono panche la Germania e l’Olanda mentre il giudizio inviato alla Francia è assai più netto: la Finanziaria francese è ritenuta «non in linea» con le raccomandazioni-paese. In definitiva l’Italia, per quanto riguarda la valutazione degli squilibri macro-economici, continua a essere sotto osservazione nel 2024 insieme ad altri 11 Stati.


L’analisi

Nell’analisi di otto pagine dedicate all’opinione sull’Italia, la Commissione europea indica in successione i punti salienti della valutazione. Secondo le stime europee la crescita della spesa primaria netta finanziata nazionalmente rispetta la raccomandazione europea per il 2024 (non dovrebbe eccedere l’1,3% del pil e si ferma allo 0,9%). Però le attuali stime per il 2023 sono più elevate dello 0,8% del Pil rispetto a quanto atteso a luglio in conseguenza dei crediti fiscali per il rinnovo delle residenze abitative (bonus edilizio). In sostanza, ci sarebbe un effetto di trascinamento della spesa sul 2024. Per questo il tetto della spesa non sarebbe rispettato pienamente.


I fondi

Il secondo aspetto riguarda l’uso dei fondi risparmiati dalla riduzione delle misure contro il caro-energia che termineranno entro quest’anno: «Non si prevede che i risparmi siano usati pienamente per ridurre il disavanzo nel 2024», dice la Commissione. Nello stesso tempo Bruxelles indica che l’Italia è attesa a preservare gli investimenti pubblici finanziati nazionalmente e dovrebbe «continuare ad assicurare l’effettivo assorbimento dei fondi a dono nel quadro del Recovery Fund e degli altri fondi europei».


La conclusione

Questa la conclusione: «Complessivamente, la Commissione è dell’opinione che il piano di bilancio non è pienamente in linea con la raccomandazione Ecofin del 14 luglio 2023» per cui «invita l’Italia a essere pronta a prendere le necessarie misure nel quadro del processo di bilancio per assicurare che la politica di bilancio nel 2024 sia in linea» (appunto) con la stessa raccomandazione. Più oltre, Bruxelles rimarca che la stima comunitaria di un deficit al 4,4% nel 2024 (4,3% secondo il governo) supera il tetto del 3% di deficit/Pil e che il debito pubblico sarà al 140,6% del Pil, sopra il tetto del 60% ma comunque 6,5 punti percentuali sotto il rapporto di fine 2021. Bruxelles nota che il debito/Pil cala solo marginalmente al 140,1% nel 2024 secondo il governo e che secondo le stime Ue aumenta a 140,6% da quota 139,8% a fine 2023. La Commissione aggiunge che l’Italia «ha compiuto progressi limitati per quanto concerne gli elementi strutturali delle raccomandazioni del luglio scorso». Di qui l’invito ad «accelerarli».


Bruxelles

Bruxelles non fornisce indicazioni dirette sulle decisioni che prenderà dopo le elezioni Ue sulle eventuali procedure per deficit eccessivo sia perché non ci sono ancora i conti definitivi sul 2023 (occorre aspettare la fine d’anno e le varie notifiche a Eurostat) sia perché è ancora in aria il negoziato sulle stesse regole di bilancio. In ogni caso, nei documenti pubblicati oggi si fa riferimento all’annuncio del marzo scorso: in primavera la Commissione proporrà all’Ecofin di aprire procedure per deficit pubblico eccessivo sulla base dei dati definitivi del 2023 per cui `gli stati sono invitati a tenerne conto nell’attuare il bilancio 2023 e nella preparazione dei piani di bilancio per il 2024».

 


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