Lucia Azzolina: per la Maturità 2021 decideremo con gli studenti, il rientro in classe sarà graduale, ma non so se per Natale

18 novembre 2020, ore 09:30 , agg. alle 10:20

Il Ministro della Pubblica Istruzione, ospite di Non Stop News, su Rtl 102.5, ha affrontato tutti i temi sul futuro prossimo della scuola, sottolineando che non è pericoloso tenerle aperte, ma chiuderle

Parlando dell’immediato futuro dell’anno scolastico, il Ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, non si è voluto sbilanciare a lungo termine, assicurando solo agli studenti che qualsiasi decisione per l’esame di Maturità di giugno 2021 verrà presa ascoltando anche le loro richieste. Insomma, nulla è ancora deciso ed è impossibile fare annunci già oggi, ma il Ministro ha voluto rassicurare sul metodo che sarà seguito nei prossimi mesi. 'Come ho voluto fare nella scorsa primavera, in vista della Maturità nell'anno del Covid - ha ricordato Lucia Azzolina - anche nei prossimi mesi coinvolgeremo i ragazzi, prima di decidere come procedere al prossimo esame di Stato'.

Si torna in classe, ma quando?

Il ministro Azzolina ha sottolineato che si è vicini ad un rientro graduale in aula, ma anche aggiunto di non voler assolutamente sbilanciarsi nel dare una data o dire con certezza che il ritorno a scuola potrà cominciare prima di Natale. Perché, ha spiegato parlando a Rtl 102.5, dovrà essere osservata con estrema attenzione la curva dei contagi e il suo andamento, settimana dopo settimana. 'Solo un’attenta analisi di tutte le cifre a disposizione, potrà permettere di dare il via libera', ha ricordato il Ministro spiegando perché non sia in condizione di ufficializzare delle date già oggi. La Azzolina ha poi ricordato che il Ministro, in Italia, non ha il potere di decretare apertura o chiusura delle scuole, responsabilità demandata agli amministratori locali.

La scuola è pericolosa quando è chiusa

Lucia Azzolina, però, ha sottolineato che tutti i dati a nostra disposizione hanno certificato come la scuola non sia un luogo di contagio più pericoloso di altri o critico in modo specifico. Diventa un luogo pericoloso quando viene tenuta chiusa, non quando è aperta. Si può e si deve tornare in classe, insomma. Questo è un aspetto da tener ben presente: gli esperti, ricorda la Azzolina, stanno segnalando un rischio altissimo corso dai nostri ragazzi, quello della 'sindrome della capanna'. La stanno sviluppando sempre di più, facendo via via più fatica a uscire dall'isolamento delle loro camerette, dopo ore e ore di sola Dad. Non sottovalutiamo questa realtà. Potremmo pagarla amaramente, sia nell'immediato sia nel futuro a medio e lungo termine.

Investimenti per il futuro

In termini di investimenti, Lucia Azzolina ha sottolineato gli impegni presi nella manovra finanziaria e anche in vista del Recovery Fund. Per sviluppare, ad esempio, gli Its, gli Istituti Tecnici di Specializzazione che stanno dando un’ottima prova di sé. Dobbiamo, ha sottolineato, averne molti di più, in modo da poter garantire formazione e immediato ingresso nel mondo del lavoro. I danni inferti alla formazione, se non saremo capaci di tornare alla scuola in presenza, saranno sempre più gravi e li pagherà tutto il paese. Questo è un passaggio cruciale, ha sottolineato il Ministro della Pubblica Istruzione: si pensa sempre che la scuola non generi Pil. Senza una buona scuola, però, è proprio la produzione del Paese a soffrirne a lungo andare, perché si toglie linfa vitale alla capacità di innovare e affrontare le sfide sempre più competitive del futuro.

Banchi a rotelle, ancora loro

Il ministro si è concesso anche una battuta sui celeberrimi e famigerati banchi a rotelle, sostenendo che è stato ingiusto, da parte del mondo dell’informazione, concentrarsi solo su di essi, tralasciando il grande impegno di tutto il mondo della scuola per permettere il ritorno in classe a settembre. Gli ultimi mesi, però, hanno fatto anche segnare un'evoluzione importante da questo punto di vista, ha concluso la Azzolina. In Italia, si è finalmente riportata la scuola ai primissimi posti del dibattito pubblico. Una presa di coscienza collettiva che non potrà che fare bene a noi tutti.

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