Madre e figlia morte tra mesi fa a Campobasso, trovare tracce di veleno nel sangue di Antonella e Sara Photo Credit: Ansa: Facebook/111
01 aprile 2026, ore 18:57
Gli esami tossicologici, effettuati a Pavia, hanno fatto emergere la presenza di ricina
Dopo la clamorosa svolta nelle indagini sulla morte di madre figlia di 50 e 15 anni, avvenuta tra mesi fa all’ospedale Cardarelli di Campobasso, personale specializzato delle forze dell'ordine povrebbe arrivare nei prossimi giorni nell'abitazione di Pietracatella dove, nelle ore precedenti al Natale, sarebbero state avvelenate Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. La polizia dovrebbe effettuare accertamenti nella casa, che è ancora sotto sequestro, alla luce delle novità emerse nelle ultime ore e inerenti le tracce di veleno trovate nel sangue delle due vittime Gli esami tossicologici, effettuati a Pavia, hanno fatto emerge la presenza di ricina, un potente veleno (estratto da una pianta inodore e insapore) utilizzato dal Kgb negli anni della guerra fredda. Chi ha somministrato il veleno? Gli investigatori chiamati a far luce sulla vicenda stanno anche cercano di capire da dove possa provenire la sostanza letale, difficile da reperire. La procura di Larino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato che si va ad affiancare all’indagine avviata dalla procura di Campobasso su presunte responsabilità mediche, con 5 sanitari indagati per omicidio colposo. Nei prossimi giorni dovrebbero essere risentiti i familiari delle vittime.



