McCartney pubblica il cofanetto della sua vita in musica mentre il mondo si chiede che fine farà il rock

28 febbraio 2021, ore 20:00 , agg. alle 15:05

L’ex-Beatle racconta in 154 canzoni idee, dettagli e ispirazioni della sua musica dal ’65 a oggi. Un’opera che segna un punto di riferimento imprescindibile della cosiddetta ‘musica giovane’ che oggi, dopo sei decenni, sembra mostrare le rughe dell’età e avviarsi a un futuro incerto

Paul McCartney soddisfa la sua bulimia musicale da cui è affetto da quando aveva 14 anni, pubblicando a novembre in contemporanea mondiale l’autoritratto in 154 canzoni ‘The Lyrics: 1965 to the Present’, curato e introdotto dal Premio Pulitzer Paul Muldoon. “Non so quante volte mi è stato chiesto se avrei scritto un’autobiografia -dichiara la leggendaria rockstar -. Io aspettavo il momento giusto. E quel momento è arrivato. L’unica cosa che sono sempre riuscito a fare, a casa o in viaggio, è scrivere nuove canzoni. So che, quando si arriva a una certa età, un diario aiuta a rievocare i giorni passati. Ma io non ho mai preso appunti. Quello che mi rimane sono le mie canzoni, centinaia di canzoni che appunto sono una sorta di diario. In queste canzoni c’è tutto l’arco della mia vita”.


DAI PRIMI BEATLES AGLI ALBUM SOLISTI

L’opera letteraria si snoda in un cofanetto con due volumi nei quali McCartney racconta dalle prime composizioni giovanili con i Beatles, ai Wings, fino agli album da solista. Organizzati in ordine alfabetico, non cronologico, sono raccolti qui per la prima volta i testi definitivi delle canzoni, insieme con il racconto delle circostanze in cui sono state scritte, delle persone e dei luoghi che le hanno ispirate. Ci sono inediti e preziosi materiali del suo archivio personale, manoscritti, lettere, fotografie.


PAUL IL PASSATO. BILLIE EILISH IL FUTURO

L’opera di McCartney esce in un momento in cui si fa un gran parlare del futuro del rock che secondo alcuni è in crisi di idee, secondo altri e già morto e secondo altri ancora ha solo cambiato stile e identità. Presentando l’ultimo album dei suoi Foo Fighters, ‘Medicine at Midnight’, l’eclettico Dave Grohl ha dichiarato: “Da almeno dieci anni tutti si chiedono se il rock abbia finito la sua corsa. A me sembra proprio di no. Almeno a me non sembra morto quando sento decine di migliaia di ragazzi che cantano una nostra canzone, tipo ‘My Hero’ in uno stadio. E poi ci sono fior di personaggi che lo stanno tenendo in vita come ad esempio Billie Eilish’. Di tutt’altro avviso è il notista del New York Times Bill Flanagan che sul suo autorevole giornale scrive ‘Il rock è morto, o è solo vecchio?’, che è come dire che quella che veniva definita la ‘musica giovane’ è solo fuori moda, ripetitiva, legata a stereotipi logori. Di buon rock ne circola ma lo conoscono in pochi. Autori come McCartney superano tutte le soglie generazionali e tutti i muri della nostra epoca. Ma come sarà la strada del rock verso domani?
McCartney pubblica il cofanetto della sua vita in musica mentre il mondo si chiede che fine farà il rock
Tags: cofanetto, Paul McCartney, rock

Share this story: