Oggi cinque settembre riaprono le scuole, si parte dall’Alto Adige, il ministro Bianchi, in aula con tutti i prof

Oggi cinque settembre riaprono le scuole, si parte dall’Alto Adige, il ministro Bianchi, in aula con tutti i prof

Oggi cinque settembre riaprono le scuole, si parte dall’Alto Adige, il ministro Bianchi, in aula con tutti i prof


Oggi per gli studenti dell’Alto Adige suonerà la prima campanella, tornano le polemiche, ma il ministro Bianchi rassicura, scuola al via con tutti i prof in classe

Il conto alla rovescia è finito. Oggi, cinque settembre, gli studenti dell’Alto Adige saranno i primi a rientrare in aula e a iniziare l’anno scolastico, il primo con senza le restrizioni del Covid, ma con l’inizio delle scuole tornano le polemiche e i sindacati lanciano l’allarme sulla carenza di insegnanti. Secondo i rappresentati dei prof sono 200mila i buchi in organico. Ieri dal Forum economico di Cernobbio il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi ha assicurato che alla riapertura delle scuole tutti i docenti saranno al loro posto. Ma quella tra sindacati di categoria e ministero le polemiche vanno avanti da anni.

Il calendario d’inizio delle scuole

Intanto questa mattina suonerà la campanella per gli studenti altoatesini, che saranno i primi a tornare nelle aule, poi il 12 settembre toccherà a quelli abruzzesi, di Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il giorno dopo, il 13 settembre sarà la volta dei ragazzi campani, mentre per gli studenti calabresi, liguri, di Marche, Puglia, Sardegna, Umbria e Molise la campanella suonerà il 14 settembre. Il giorno dopo tornano tra i banchi gli studenti di Lazio, Emilia Romagna e Toscana. Gli ultimi a rientrare in classe, il prossimo 19 settembre, saranno i ragazzi e le ragazze di Sicilia e Valle d'Aosta. Da quest’anno la novità è il rientro senza le misure per il Covid, ovvero niente mascherina per tutti, tranne che per i più fragili e il personale scolastico. Anche se le cose potrebbero cambiare ad anno scolastico in corso se i contagi tornassero a correre.


Le parole di Bianchi

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dal lago di Como ieri ha detto che dopo le chiusure dovute alla pandemia e le lezioni a distanza, adesso non vuole sentire più la parola Dad (didattica a distanza) anche come misura per far fronte al caro energia, e nega che il governo abbia messo in campo questa ipotesi tra le opzioni per stringere sui consumi. Secondo Bianchi “L' esecutivo non ha mai parlato della possibilità di fare un giorno in Dad per via del caro energia" e "in ogni caso la mia posizione è chiarissima. Di fronte ai problemi che abbiamo e che tutti conosciamo, la scuola deve essere l'ultima a essere toccata". Sulla carenza di personale sventolata dai sindacati di categoria, il ministro ha detto che “stiamo aprendo l'anno scolastico, avremo tutti gli insegnanti al loro posto". Aggiungendo che "In molte regioni abbiamo fatto le supplenze, quest'anno non ci saranno le 40 mila supplenze legate al Covid. Quindi non è che mancano ma non ci sono perché erano legate al Covid. Stiamo lavorando per garantire a coloro che verranno la tavola apparecchiata e si può iniziare a servire la cena".


Le lamentele dei sindacati

Numeri alla mano, secondo i sindacati della scuola le cattedre scoperte sarebbero oltre il 50% rispetto alle disponibilità di assunzioni arrivate dal Mef. Sono tra i 150 e i 200mila i docenti precari che dovrebbero colmare l'assenza di prof titolari, e, sempre secondo le fonti sindacali, mancherebbero circa 15 mila amministrativi e collaboratori scolastici, ma anche 500 presidi, oltre al mancato rinnovo dell'organico Covid.



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