Parola d'ordine "sobrietà", a Natale pochi baci e abbracci, l' auspicio del premier Giuseppe Conte

19 novembre 2020, ore 16:00

Il Natale che ci aspetta sarà all'insegna di cenoni con pochi parenti, se lo augura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e se lo augurano gli esperti. Non si può buttare al vento il lavoro fatto fino a qui.


Il vero obiettivo di chi ci governa è il Natale. La corsa contro il tempo è partita da qualche giorno ed è abbastanza chiaro quali siano le forze in campo. Da una parte ci sono i Governatori di alcune regioni che, vedendo i parametri migliorare, sperano di allentare le misure anti-Covid e di riaprire negozi e ristoranti. Dall’altra parte c’è il Governo. O meglio, parte di esso. Nessuna riapertura e nessun accenno al cenone. Solo parlarne, per i falchi dell’esecutivo, non solo è prematuro, ma anche inopportuno.


Il lockdown natalizio

L’idea del lockdown permanente anche a Natale è portata avanti da molti esperti. Oggi è intervenuta, tra gli altri, l’immunologa dell’ università di Padova, Antonella Viola. "Nessuno ha la sfera di cristallo per dire come ci arriveremo" – ha dichiarato - ma in ogni caso "non è pensabile avere il 'liberi tutti', con i bar pieni di persone e le tavolate da 20 commensali". Solo "se la curva sarà scesa in maniera importante", secondo la scienziata "riaprire con distanziamento forse sarà possibile". Ma "la riapertura, se ci deve essere, dovrà essere fondata sulla responsabilità da un lato e sui controlli dall'altro", precisa Viola. "Riaprire rispettando le regole, il distanziamento, andando al ristorante in nuclei piccoli, familiari, con distanza, questo probabilmente sarà possibile". Ma "se saremo ancora in questa situazione epidemiologica no". Non certo un via libera.


L'algoritmo ed i parametri, lo scontro

La lotta tra Governo e Regioni ora si è spostata sui parametri e sull’algoritmo. Per decretare i colori delle varie zone il ministero della Salute utilizza 21 parametri. Si va dalla capacità di monitoraggio alla trasmissibilità del contagio. Le Regioni dicono che gli indicatori non sono più adeguati perché pensati per una situazione epidemiologica diversa e propongono solo 5 parametri invece di 21. Il ministro Speranza non chiude la porta, ma è convinto che il monitoraggio del suo dicastero sia impeccabile. I Governatori parlano, senza usare giri di parole di un algoritmo “poco trasparente” e che nessuno sa spiegare come funzioni davvero. E’ certo che la battaglia sul Natale andrà avanti nei prossimi giorni.



L'intervento di oggi del presidente del Consiglio, Conte

Oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spento quasi ogni speranza. "A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio – ha detto il premier - veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo prepararci – ha concluso Conte - a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all'economia" di crescere. In buona sostanza il termine da usare, da qui al Natale, sarà “sobrietà”. Esattamente la stessa sobrietà che è mancata quest’estate, con il senno di poi, quando le spiagge e le discoteche erano piene di gente. Spiagge e discoteche che sono state tenute aperte, con regole molto permissive, non dalla gente che le frequentava, ma dalla politica ad ogni livello: centrale, regionale, provinciale e comunale. Lamentarsi oggi è inutile.

Parola d'ordine "sobrietà", a Natale pochi baci e abbracci, l' auspicio del premier Giuseppe Conte
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