Scoperto un nuovo sosia della terra, si trova a 31 anni luce e si chiama Wolf 1069 b

Scoperto un nuovo sosia della terra, si trova a 31 anni luce e si chiama Wolf 1069 b

Scoperto un nuovo sosia della terra, si trova a 31 anni luce e si chiama Wolf 1069 b Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Un nuovo piante simile alla terra è stato scoperto dagli astronomi, si chiama Wolf 1069 b e potrebbe avere acqua sulla superficie, si trova a 31 anni luce dal nostro pianeta

Si chiama Wolf 1069 b ed è l’ultimo dei pianeti sosia della Terra che sono stati scoperti. È distante 31 anni luce e, nella classifica si pone al sesto posto tra i pianeti più vicini al nostro, con una massa simile a quella terrestre e potenzialmente abitabili. Il nome Wolf 1069 b deriva dalla stella attorno al quale orbita. La particolarità di questo pianeta è quello che ruota su se' stesso nello stesso tempo che impiega a girare intorno all'astro, proprio come la Luna e proprio come il nostro satellite, ha una faccia perennemente illuminata e l’altra che è sempre al buio. Un’altra particolarità è quella che la superficie potrebbe ospitare acqua allo stato liquido.


I pianeti extrasolari

Sono sempre di più i pianeti extrasolari: a gennaio 2023 ne comprendeva circa 5.300, mentre diversi altri potenziali candidati sono in attesa di conferma. La prima scoperta risale al 1992, quando vennero alla luce i primi due esopianeti intorno alla pulsar PSR B1257+12. Da quel giorno si sono susseguite scoperte a cadenza regolare. A ottobre 2013 è stato scoperto il millesimo pianeta, mentre nel 2015 sono stati superati i 2.000 con l'annuncio di undici pianeti gioviani caldi.


La scoperta

Questo ultimo sosia della Terra, Wolf 1069 b, è stato scoperto grazie ad un progetto: Carmenes, che dal 2016 utilizza l'osservatorio Calar Alto, in Spagna. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics da un gruppo di ricerca guidati dall'Istituto tedesco Max Planck per l'astronomia di Heidelberg. “Anche se i pianeti di grandi dimensioni sono i più facili da individuare, quelli piccoli, di dimensioni simili a quelle della Terra come Wolf 1069 b, sono in realta' i piu' comuni”, ha detto all'ANSA Isabella Pagano, direttrice dell'Osservatorio di Catania dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.


I prossimi passi

Cosa succederà in futuro? “I prossimi passi in questo campo di ricerca dovranno innanzitutto completare il censimento dei pianeti esterni al Sistema Solare e in seguito- aggiunge Isabella Pagano - concentrarsi su quelli più promettenti per quanto riguarda la potenziale abitabilità”.



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